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La Fed risponde alle critiche delle economie emergenti

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Il numero uno della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha incoraggiato i policy makers delle economie in via di sviluppo a rendere concreti gli apprezzamenti delle loro valute: in pratica, si tratta di una sorta di controproposta alle critiche che questi stessi paesi rivolgono spesso nei confronti della banca centrale americana. In effetti, sono molti gli istituti di credito centrali di tali nazioni che hanno espresso dubbi e perplessità sulle politiche monetarie della Fed, ritenute dannose per quel che riguarda i partner commerciali degli Stati Uniti.

In aggiunta, una delle critiche più diffuse mette in luce come la stampa di nuova moneta costringa gli investitori finanziari a cercare nuove piazze in cui immettere denaro. Poi, c’è anche il timore che i quantitative easing in questione siano responsabili dell’aumento dell’inflazione e delle bolle di diversi assets. Bernanke non poteva dunque rimanere indifferente di fronte a tutto questo. A suo dire, in alcune economie emergenti i policy makers ha scelto di bloccare in modo sistematico l’apprezzamento delle valute, al fine di promuovere le esportazioni e la crescita interna; comunque, vi sono state anche delle conseguenze non proprio positive, in primis la ridotta indipendenza monetaria e la conseguente suscettibilità all’inflazione importata. Inoltre, il capitale e l’andamento dei prezzi al consumo si sono gonfiati, due problemi di non poco conto.

Bernanke non ha menzionato alcun nome, anche se vi potevano essere dei riferimenti importanti alla Cina e al mantenimento dello yuan ai livelli del dollaro americano. Una critica molto accesa è stata quella di Guido Mantega, ministro brasiliano delle Finanze, secondo cui la Fed ha avviato una vera e propria guerra valutaria. Insomma, i rapporti non sono idilliaci e c’è da scommettere che gli ultimi giorni del 2012 saranno caratterizzati da altre tensioni di questo tipo: la Federal Reserve è intenzionata a non cambiare una sola virgola alle proprie politiche, con buona pace delle principali economie emergenti.