La Thailandia crede in un nuovo sistema monetario internazionale

di Simone Ricci Commenta

Secondo molti esperti, la fine del dominio del dollaro americano è praticamente inevitabile, tanto è vero che si sta rendendo necessario un nuovo ordine monetario internazionale: quest’ultimo, inoltre, dovrebbe basarsi su più di una riserva valutaria. Ne è convinta anche la Thailandia, con il Ministero delle Finanze locale che è convinto del fatto che un sistema del genere possa favorire la riduzione di molti ostacoli, come ad esempio i costi di transazione, le fluttuazioni dei tassi di cambi e le varie complessità di tipo amministrativo.

Non è nemmeno un caso che giusto un mese fa il baht abbia guidato i rialzi delle valute asiatiche. La convinzione a cui si sta facendo riferimento dipende dal fatto che le economie del continente asiatico stanno crescendo a buon ritmo, con la Cina che domina la scena, pertanto sarebbe opportuno introdurre una sorta di divisa regionale che possa essere scambiata all’interno dell’area in questione. Insomma, si punta con decisione a modificare l’ordine economico mondiale, alla luce degli ultimi e dei futuri accadimenti. Secondo il dicastero thailandese, inoltre, esiste un forte consenso da questo punto di vista, nonostante un sistema multi-valutario possa sembrare un azzardo o un rischio. C’è anche da sottolineare come Myanmar stia puntando all’indipendenza monetaria da diverso tempo a questa parte.

L’attenzione dovrà essere focalizzata sullo yuan cinese e sui suoi sviluppi nei prossimi mesi. D’altronde, le previsioni più accreditate parlano chiaramente di un rafforzamento che potrà essere raggiunto nel 2040, con la moneta dell’ex Impero Celeste che rappresenterà ben il 32% delle riserve valutarie internazionali. La storia ha però insegnato come a grandi crescite siano seguite fragorose cadute: è il caso della sterlina, protagonista negli anni Cinquanta del secolo scorso di un netto dominio nei mercati globali, tenendo testa alla moneta verde, senza dimenticare il marco tedesco e lo yen giapponese negli anni Ottanta, fino ad arrivare ai giorni nostri col dollaro e l’euro.