Grecia lancia ufficialmente swap

di Roberto 2

La Grecia ha ufficialmente lanciato la propria offerta per lo swap dei prestiti obbligazionari detenuti dai creditori privati ​​del paese per cancellare 107 miliardi di euro di debito. Questo è quanto ha reso noto una fonte del governo. L’operazione, la cui portata finanziaria è senza precedenti, dovrà consentire di eliminare il 53,5% del debito greco in possesso dei creditori privati ​​(banche, assicurazioni o fondi di investimento) ed evitare così il fallimento (default) del paese. Le adesioni saranno aperte fino al 9 marzo e lo scambio si concluderà entro il 12 marzo.

I titoli ammessi a partecipare al PSI (Private Sector Involvement, coinvolgimento del settore privato) hann un valore complessivo di circa 206 miliardi di euro, precisa la fonte. Le scadenze  vanno dal 20 marzo, data cruciale per il paese inquanto dovrà rimborsare obbligazioni per un valore di 14,5 miliardi di euro entro tale termine, a luglio 2057. I tassi di interesse sulle nuove obbligazioni saranno pari al 2% per i titoli con scadenza tra il 2013 e il 2015, al 3% per le scadenze comprese tra il 2016 e il 2020,  al 3,65% per le scadenze del 2021 e al 4,3% per quelle a partire dal 2022 in avanti.

La procedura non è aperta ai ​​creditori privati degli Stati Uniti, che saranno invitati a partecipare a un’altra offerta pubblica di scambio. Le modalità del PSI sono state messe a punto dai ministri delle finanze della zona euro nel corso di una riunione a Bruxelles. Il Parlamento greco ha votato Giovedì una legge ad hoc che ne consente l’attuazione e il governo si è impegnato in “uno sforzo titanico” per consentire il lancio entro Venerdì di questa procedura straordinaria, come ha spiegato nella mattinata di Sabato il primo ministro Lucas Papademos.

La suspense risiede ora nella proporzione di tale operazione: quale percentuale di creditori privati, detentori di obbligazioni greche, accetterà un haircut del 53,5% sui titoli detenuti in portafoglio, accettando di fatto una perdita finale superiore al 70% del valore iniziale di acquisto? Il governo greco si aspetta (e spera in) una partecipazione importante, in considerazione del fatto che le banche greche detengono la maggioranza delle azioni mentre le banche straniere si sono sbarazzate di gran parte dei bond greci dall’inizio della crisi del debito greco, nel 2010.

La ristrutturazione del debito rappresenta una delle due componenti dell’eccezionale piano di salvataggio della Grecia,  il secondo prestito (pari a 130 miliardi di euro) in tre anni che si aggiunge a quello da 110 miliardi di euro accordati dalla zona euro e dal Fondo monetario internazionale (FMI) nel 2010,  di cuiuna parte è già stata versata.

Commenti (2)

I commenti sono disabilitati.