La scure di S&P si abbatte su 34 banche italiane

di Roberto 2

L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha declassato trentaquattro banche italiane, sulla scia del downgrade del rating sovrano dell’Italia. Nel mese di Gennaio infatti il giudizio del Paese era stato abbassato di due notch, portandolo a BBB+.

Sulle principali istituzioni finanziarie del paese si è abbattuta la scure dall’agenzia di rating americana S&P: tra queste anche alcuni colossi bancari come Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Nazionale del Lavoro e Mediobanca, tutti degradati a livello BBB + con outlook negativo. Il downgrade di Standard & Poor’s troverebbe giustificazione, secondo quanto reso noto dalla stessa agenzia, nella ridotta capacità delle banche di rifinanziare il proprio debito e sarebbe altresì motivato dalla prospettiva di scarsa redditività. Il Primo Ministro Mario Monti ha adottato una serie di misure per rilanciare l’economia e ridurre il gravoso debito dell’Italia, che ha permesso al paese di beneficiare di un notevole allentamento della pressione sui mercati finanziari, tradottasi in una riduzione degli oneri finanziari. I tassi sono scesi a circa il 6% (sui titoli a dieci anni) mentre solo alla fine del 2011 il livello dei rendimenti si attestava ancora a circa il 7%, considerato non sostenibile nel tempo e, dunque, una soglia d’allarme. L’Italia, strangolata da tale enorme debito (per un ammontare di 1.900 miliardi di euro), conta di emettere complessivamente quest’anno circa 450 miliardi di euro di obbligazioni a varie scadenze.

Lo stesso giorno in cui Standard & Poor’s declassava le 34 banche italiane, Monti,  parlando dagli Stati Uniti, dove si trova per compiere una sorta di missione con l’obiettivo primario di recuperare credibilità nei confronti degli investitori e convincere i big della finanza e della politica della buona volontà e capacità di recupero del Paese, ha minimizzato la mossa di S&P, dichiarando che la decisione del downgrade è in gran parte l’effetto delle decisioni precedenti. “L’elevato debito pubblico dell’Italia è un fatto ben noto” ha precisato il Premier, il quale ha aggiunto che l’Italia si trova in una posizione finanziaria più forte della Grecia.

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