Le scelte di Draghi per l’economia Europea

di Paolo Valori Commenta

L’ultima riunione della Banca Centrale Europea, ha stabilito di non modificare il costo del denaro.Infatti il Consiglio Direttivo della BCE ha deciso di lasciare i key interest rates invariati. I tassi d’interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale sono rimasti pari allo 0,25%, quelli sulle operazioni di rifinanziamento marginale allo 0,75% e i tassi sui depositi fermi allo 0%. Niente taglio dei tassi come ampiamente previsto dalla comunità finanziaria.

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Nella conferenza stampa successiva alla decisione sui tassi il governatore della BCE, Mario Draghi, ha confermato di aver lasciato tutte le armi della banca centrale europea nell’arsenale. Confermate le forward guidance (tassi d’interesse resteranno su questi livelli o livelli più bassi per un esteso periodo di tempo) e la “stance” accomodante, spiega Filippo a Diodovich di Ig. Draghi ha ribadito che c’e’ stato un forte consenso tra i membri del Governing Council proprio sul punto appena descritto anche in caso di miglioramento dell’economia.

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Draghi ha affermato che la decisione di non agire è dipesa da molti fattori. Gli esperti della BCE hanno osservato un prosecuzione della ripresa economica in Eurolandia e una costante crescita dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo nei prossimi anni. Il numero uno dell’istituto di Francoforte ha annunciato le nuove stime degli esperti della BCE su PIL e Inflazione. Il PIL dell’Eurozona è previsto salire dell’1,2% nel 2014, dell’1,5% nel 2015 e dell’1,8% nel 2016. L’inflazione dovrebbe invece attestarsi all’1% nel 2014, all’1,3% nel 2015 e all’1,5% nel 2016.