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Moody’s declassa Germania

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 La scure di Moody’s torna sull’Eurozona e questa volta agisce su quei Paesi che rappresentano la parte più solida del Vecchio Continente; Germania, Olanda e Lussemburgo da oggi hanno outlook negativo mentre fino a ieri potevano vantare un’aspettativa neutrale nell’immediato futuro. A pesare sul giudizio di Moody’s sono le condizioni generali dell’area Euro; il crollo di ieri delle Borse è stato fermato solo grazie al blocco delle vendite allo scoperto, che nella seconda parte della giornata ha sostenuto i mercati pur lasciandoli in territorio negativo.

La speculazione ed i timori per Italia e Spagna continuano a preoccupare gli investitori ma la decisione di Moody’s arriva anche a causa della Grecia; l’eventuale uscita del Paese dalla Moneta Unica di cui si continua a parlare avrebbe effetti estremamente negativi su tutta l’Eurozona ed in particolare proprio su Italia e Spagna, che al momento risultano le più vulnerabili. Se invece la Grecia continuerà a “pesare” sull’Euro saranno invece necessari nuovi aiuti monetari oltre che misure di austerità.

Il Ministro delle Finanze tedesco, appresa la notizia del downgrade di Moody’s non perde tempo e dichiara immediatamente che il suo Paese resta il “perno della zona Euro” in quanto a stabilità. Queste le dichiarazioni che arrivano da Berlino:

La Germania farà tutto ciò che potrà, assieme ai suoi partner, per consentire il superamento della crisi del debito europeo il più rapidamente possibile. La Germania si trova in una situazione economica e finanziaria solida. La capitalizzazione del settore bancario è sensibilmente migliorata e le prospettive di crescita dell’economia tedesca sono solide

Continua a pesare la differenza di rendimenti dei titoli di Stato; mentre i Paesi come la Germania offrono rendimenti prossimi alla negatività, la raccolta dei Paesi più in difficoltà sul mercato dei titoli di Stato è ancora difficoltosa e si deve necessariamente offrire tassi di interesse che nel lungo termine potrebbero rivelarsi insostenibili.

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