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Mutui, Imu e rincari: il salasso degli italiani

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L’effetto spread si fa sentire. E non solamente sugli interessi pagati dallo stato. I mutui concessi alle famiglie sono infatti schizzati fino a +64%. In un anno, tra maggio 2011 e maggio 2012, il tasso medio sui nuovi mutui per l’acquisto della casa è cresciuto di 103 punti base (dal 3,09 al 4,12%). Il picco record è stato toccato nel mese di marzo 2012, (4,33%). A giugno 2010, quando è stato raggiunto il minimo (2,51%) i mutui italiani erano più convenienti rispetto a quelli europei, mentre oggi  sono pagati  62 punti in più della media dei tassi della zona euro.

L’aumento dello spread  tra i titoli italiani e quelli tedeschi è un fattore penalizzante, che si ripercuote sulle compravendite immobiliari, in fase stagnante. In media, l’incidenza dei prestiti per l’acquisto di una casa, è pari al 30,9% del reddito disponibile dei nuclei famigliari.

Nel primo trimestre 2012 si è registrato un crollo del 17,8% delle vendite di abitazioni, dopo due trimestri consecutivi di leggera crescita nella seconda metà del 2011, equiparabile a quello del mese di marzo 2009.

La crisi (a proposito, la crisi estate 2012 è come nel 2008? O la crisi finanziaria è in peggioramento?) fa impennare i mutui per la casa, con un conseguente danno per il settore dell’edilizia: tra giugno 2011 e giugno 2012 secondo i preoccupanti dati diffusi dalla Confartigianato, le grandi imprese, così come quelle artigiane (circa 900 mila nel complesso), sono diminuite dell’1,36% – complice la stretta del credito – , con pesanti ripercussioni a livello occupazionale: nello stesso periodo si è registrata una contrazione del 5,1%, pari a 97.800 posti di lavoro in meno.

Tra Imu, caro carburante, bollette sempre più salate, perdita di potere d’acquisto, aumenti dei libri scolastici, i prossimi mesi appaiono particolarmente infuocati sul fronte del carovita.  Per Adusbef e Federconsumatori si tratta di una stangata da 2.333 euro in più rispetto al 2011.

“Aumenti insostenibili che determineranno pesantissime ricadute sulle condizioni di vita delle famiglie e sull’intera economia – accusano le associazioni- che dovrà continuare a fare i conti con una profonda e prolungata crisi dei consumi”.

Quest’anno il tasso di inflazione reale si attesterà  intorno al 5,5-6%, ben al di sopra di quello ufficiale misurato dall’Istat. Per quanto riguarda l’Imu sulla prima casa, l’incidenza media sul portafoglio degli italiani è di oltre 405 euro a famiglia.