Home Economia Nuovi record per il dollaro canadese

Nuovi record per il dollaro canadese

0

 Il forte apprezzamento per il dollaro canadese di qualche giorno fa non è stato casuale: in effetti, la valuta nordamericana ha fatto registrare il suo picco più elevato da quattro mesi a questa parte nei confronti del dollaro americano, grazie soprattutto agli ultimi dati sulla crescita di Usa e Canada che sono stati annunciati. Nel dettaglio, la divisa in questione si è rafforzata nei confronti delle sedici principali controparti, beneficiando anche dell’annuncio di ieri da parte della Banca Centrale Europea, la quale si è detta pronta ad acquisire un gran numero di bond.

Il governo canadese è concentrato più che mai nel migliorare i numeri relativi all’occupazione e ovviamente la politica monetaria non potrà che essere determinante in questo senso. Loonie si è apprezzata di 0,8 punti percentuali nei confronti della moneta verde, attestandosi a quota 98,23 centesimi presso il Toronto Stock Exchange. In questa maniera, un dollaro canadese è in grado di acquistare 1,018 dollari statunitensi. Secondo gli ultimi approfondimenti dell’analisi tecnica, questa moneta potrebbe apprezzarsi fino ai suoi massimi dell’ultimo anno, come ha voluto sottolineare la Royal Bank of Canada, citando i principali indicatori che si utilizzano in questi casi.

Eppure, appena quattro mesi fa la situazione era completamente diversa, con il dollaro canadese debole sui dati Usa. La situazione è però mutata in modo profondo e questo per un motivo ben preciso. Il dollaro canadese, insieme a quello australiano e neozelandese, infatti, sono definiti come “commodity currencies; in pratica, tali paesi sono degli ottimi esportatori delle principali commodities, dunque non ci si può stupire più di tanto se i rialzi nei confronti del dollaro sono stati tanto evidenti. Intanto, Bank of Canada ha deciso di mantenere invariato il principale tasso di interesse, ma una crescita di quest’ultimo potrebbe rendersi necessaria per la ripresa economica, finora frenata dalla bassa domanda globale relativa alle esportazioni.