Piano B per la BCE?

di Roberto 2

Le banche europee preferiscono ancora depositare il loro denaro presso la BCE piuttosto che prestarsi liquidità a vicenda: i depositi overnight hanno raggiunto un nuovo record. Le banche della zona euro hanno parcheggiato € 501.930.000.000 tra Lunedi e Martedì, stracciando il precedente record che risaliva allo scorso fine settimana (493,27 miliardi di euro).

Le banche hanno davvero le tasche piene di denaro contante, da quando la BCE ha condotto un’operazione di rifinanziamento senza precedenti, fornendo 489.000.000.000 € di prestiti a tre anni al tasso dell’1%, lo scorso 21 dicembre. Con un tale “colpo di fortuna”, possono pagare e rispettare le proprie scadenze o sottoscrivere obbligazioni di stato, come hanno fatto, per esempio, per i buoni del Tesoro italiano alla fine di dicembre.Ma per quanto concerne le eccendenze, non hanno alcuna intenzione di correre il rischio di accordarsi prestiti reciprocamente: le banche preferiscono collocare i loro soldi al sicuro, nelle casse della stessa BCE. Che però non paga che lo 0,25%. Il perdurare della crisi nella zona euro, contestualmente ai nuovi requisiti di Basilea III, spiega in parte questa situazione. L’altro motivo è da rintracciare nei cambiamenti delle pratiche delle banche, le quali, dalla precedente crisi causata dal crollo della banca americana Lehman Brothers nel mese di ottobre 2008, hanno modificato la gestione delle loro liquidità.

Intanto la Banca centrale europea è alla ricerca di una possibile alternativa al suo attuale programma di acquisto di bond, il Securities Markets Program, o SMP, secondo quanto ha affermato il membro del Consiglio direttivo della BCE Ewald Nowotny al Wall Street Journal, Lunedì. C’è un certo scetticismo sull’SMP, in quanto si teme che le imperfezioni del mercato, le stesse che si vorrebbe correggere, possano apparire e riaffacciarsi altrove. Le banche centrali dei paesi della zona euro hanno acquistato la scorsa estate 217 miliardi di titoli di Stato dei paesi alla periferia dell’area euro, sotto la guida della BCE.

I banchieri centrali starebbe discutendo soluzioni alternative e predisponendo un eventuale piano B. “La BCE è, secondo i trattati in vigore nell’Unione europea e lo statuto della BCE, lo strumento centrale della politica monetaria. Ma  non è il solo attore economico”, ha dichiarato Nowotny aggiungendo che per ottenere un buon politica economica, è necessaria una cooperazione tra le politiche monetarie e fiscali.

Facendo riferimento alla politica dei tassi, Nowotny ha lasciato intendere che lo status quo persisterà, ancora per qualche tempo. “Crediamo che la BCE abbia fatto passi importanti negli ultimi mesi, sia per il taglio dei tassi che per quanto riguarda la massiccia espansione della liquidità resa disponibile” alle banche per il rifinanziamento. La BCE ha abbassato il suo tasso nel mese di dicembre, portandolo all’1%, un minimo storico, e ha annunciato una pletora di misure per facilitare l’approvvigionamento di liquidità da parte delle banche.

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