Home Mercati Emergenti Il Qatar vuole rendere il riyal più flessibile

Il Qatar vuole rendere il riyal più flessibile

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L’ultimo rapporto stilato dal governatore della banca centrale del Qatar ha esaminato a fondo le politiche di foreign exchange dell’area del Golfo. In particolare, è emerso come gli ultimi decenni di stabilità valutaria non potranno durare per sempre. Cinque dei sei paesi esportatori di petrolio del GCC (Gulf Cooperation Council) hanno fissato le loro divise ufficiali rispetto al dollaro americano, una scelta che dura ormai dall’inizio degli anni Settanta del secolo scorso. Si tratta dell’Arabia Saudita, degli Emirati Arabi Uniti, dello stesso Qatar, dell’Oman e del Bahrain (vedi anche Il ringgit è la valuta più gettonata dalle emittenti di sukuk).

Il Qatar sembra ora pronto a far fluttuare la propria moneta, il riyal, in modo da sostenere la propria economia nazionale. Una valuta flessibile sembra essere la soluzione più gettonata, anche se al momento non è stato pensato a nessun tipo di modifica per quel che concerne il cambio. L’urgenza deriva però dall’accresciuta integrazione per quel che concerne il commercio internazionale, i servizi e i mercati, al fine di ottenere come risultato finale una maggiore stabilità esterna e una migliore competitività a livello globale in termini di esportazioni. Si tratterebbe della prima volta in assoluto di un riyal qatariota lasciato completamente libero di fluttuare rispetto alle altre divise, in primis la moneta verde.

Una prima reazione all’annuncio ha fatto calare, anche se non in maniera così vistosa, i prezzi dei contratti in valuta estera per lo stesso riyal, per quello dell’Arabia Saudita e per il dirham degli Emirati. I cambi fissi hanno finora consentito di tenere a bada in modo soddisfacente tutte queste monete nei periodi di crisi, in particolare quando sono scoppiate le guerre in Iraq e nel corso delle tensioni in Iran. Vale la pena ricordare che le economie del Golfo devono moltissimo alle esportazioni di petrolio: il greggio viene scambiato a livello internazionale in dollari, pertanto le esportazioni dipendono anche da tale situazione.