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Quarto calo consecutivo per il real brasiliano

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 Brasile e Usa sono ai ferri corti per la politica monetaria e forse questo può spiegare la pesante caduta del real brasiliano: si tratta, infatti, del quarto calo consecutivo per la divisa sudamericana, dopo che un giornale ha annunciato il programma del governo per prevenire un apprezzamento della divisa stessa. Si sa ormai da tempo che il Brasile è pronto a indebolire il real, ma l’ufficialità in questione ha avuto effetti rilevanti sulle quotazioni. In pratica, la divisa ha ceduto 0,2 punti percentuali nei confronti del dollaro, chiudendo le ultime contrattazioni a quota 2,0348.

In questo modo, il declino del terzo trimestre del 2012 è salito fino all’1,3%, vale a dire la peggiore performance in assoluto nel confronto con la moneta verde rispetto ad altre sedici controparti. Allo stesso tempo, i tassi swap relativi ai contratti in scadenza nel gennaio del 2014 sono scesi di un punto base (-0,01% per la precisione). Il governo brasiliano sta provando a concretizzare il suo miglior contenimento del real, al fine di scongiurare un forte attacco speculativo. Il deprezzamento che si sta descrivendo potrà essere incentivato senza dubbio dalle misure di stimolo delle banche centrali, in primis quella americana (la Federal Reserve), quella dell’Ue (la Banca Centrale Europea) e quella giapponese.

Tra gli interventi di cui si parla più diffusamente figurano l’aumento delle riserve in dollari e la riduzione del surplus primario, in modo da agevolare il taglio delle tasse. Tra l’altro, il presidente brasiliano Dilma Rousseff ha criticato senza mezzi termini le politiche di Stati Uniti e Unione Europea per quel che riguarda la gestione della crisi economica nel corso della conferenza dell’Onu di ieri. Insomma, in futuro non saranno previsti rally per il real, tanto è vero che in questo 2012 la divisa carioca ha già perso 8,3 punti percentuali rispetto al dollaro, un risultato reso possibile grazie soprattutto a nuove barriere commerciali.