Lo scudo anti-spread fa crollare il franco svizzero

di Simone Ricci Commenta

Il franco svizzero ha fatto registrare oggi un ribasso piuttosto corposo, tanto da raggiungere il suo livello più basso per quel che riguarda gli ultimi otto mesi: il motivo è presto detto, visto che il piano di acquisto dei titoli di Stato appena annunciato dalla Banca Centrale Europea ha di fatto ridotto la domanda per gli assets finanziari più sicuri (la Svizzera vanta un primato importante in questo senso) e la valuta elvetica lo è senza ombra di dubbio. Il declino in questione ha prolungato a cinque giorni quello complessivo nei confronti dell’euro, dopo che le nuove riserve straniere della Swiss National Bank hanno messo a segno un rallentamento deciso rispetto al mese precedente.


Lo stesso istituto di credito centrale ha fissato un tetto al franco, vale a dire 1,20 franchi per ottenere un euro esattamente un anno fa, la scelta ritenuta più adeguata per proteggere le esportazioni. Secondo quanto affermato da diversi economisti, le ultime azioni intraprese dall’Eurotower di Francoforte sono state avviate per eliminare qualsiasi tipo di rischio dall’eurozona. Entrando maggiormente nel dettaglio statistico, c’è da dire che la divisa svizzera ha perso 0,4 punti percentuali rispetto all’euro, attestandosi a quota 1,2093 presso il London Stock Exchange.

Il deprezzamento più consistente aveva portato questo livello fino a 1,2155 franchi, ovvero il punto più basso dal 9 gennaio scorso. Riguardo agli altri cambi, invece, bisogna soprattutto sottolineare come lo stesso franco abbia guadagnato lo 0,6% nei confronti del dollaro, giungendo in questo modo a quota 94,79 centesimi. L’aumento di riserve valutarie straniere citato in precedenza ha superato i 418 miliardi di franchi svizzeri alla fine dello scorso mese di agosto, mentre a luglio si era attestato sui 409 miliardi. Tale rialzo, comunque, è stato più basso rispetto a quello degli ultimi tre mesi, la chiara testimonianza che la Swiss National Bank sta fronteggiando meno pressioni per quel che riguarda la difesa monetaria.