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Una settimana da incubo per il real brasiliano

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 Il quinto calo consecutivo del real brasiliano di quattro giorni fa ha avuto come conseguenza un ulteriore prolungamento delle perdite per quel che riguarda la valuta sudamericana: si tratta, nello specifico, del peggior declino in assoluto da giugno ad oggi, visto che la banca centrale del Brasile dovrebbe consentire allo stesso real di indebolirsi. Entrando maggiormente nel dettaglio delle contrattazioni, c’è da dire che la divisa latino americana si è deprezzata di ben 0,9 punti percentuali ieri a San Paolo, attestandosi così a quota 2.0851 nei confronti del dollaro americano. Il ribasso settimanale, al contrario, può essere quantificato nell’1,9%, come non accadeva dal 1° giugno scorso.

Allo stesso tempo, i tassi swap sul contratto in scadenza a inizio 2014 ha ceduto tre punti base (-0,03%). La sintesi di tutto questo è facilmente comprensibile. Il real, infatti, rappresenta la peggior moneta in fatto di performance tra le venticinque dei principali mercati emergenti che sono monitorati dagli analisti. I quindici punti percentuali persi nell’ultimo anno sono un dato emblematico, con il mese di ottobre caratterizzato dagli swap valutari che hanno deprezzato il real.

Il fatto che l’istituto di credito centrale non voglia intervenire non è certo una constatazione positiva, un mancato sostegno motivato con il fatto che Barack Obama intende aumentare alcune tasse e tagliare le spese nel suo secondo mandato come presidente degli Stati Uniti. La banca in questione ha provveduto a vendere i già citati swap, nella speranza di mantenere la valuta debole, almeno al di sotto dei due reais per ottenere un dollaro, un supporto fondamentale per le esportazioni. I contratti ceduti a ottobre sono stati numerosi, così come anche quelli di settembre. La moneta carioca è ormai completamente disconnessa dai fondamentali economici e il calo mensile a cui si è fatto riferimento è stato peggiorato dal sentimento degli investitori, i quali ancora non si fidano delle sue performance.