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Lo yuan alla conquista del Sud-Est asiatico

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 Ci sono molti fattori che stanno facendo pensare a un rallentamento dell’economia cinese: ad esempio, la speculazione immobiliare è divenuta ormai una realtà consolidata, ma lo yuan riesce ancora a spopolare, anzi si parla della valuta dell’ex Impero Celeste come dell’alternativa più valida al dollaro americano e all’euro per quel che riguarda gli scambi commerciali che vi sono tra le nazioni del Sud-Est asiatico. Giusto una settimana fa, tra l’altro, questo nuovo ruolo della divisa asiatica è stato riconosciuto anche da un alto rappresentante della Bank of Thailand, convinto del fatto che essa possa essere sfruttata per regolare i rapporti tra Pechino e i membri dell’Asean (l’associazione che raggruppa proprio i paesi del Sud-Est asiatico, in primis Indonesia, Malesia e Singapore).

Questo ampio spazio commerciale, il quale ricomprende anche realtà di cui non si sente parlare così spesso, come Brunei, Vietnam e Cambogia, è destinato a diventare nel giro di tre anni una zona di libero scambio, una vera e propria comunità economica, di conseguenza sarà necessaria una moneta che regoli il tutto. Il libero scambio darà nuova linfa allo yuan e alle valute locali, dunque non si può che sfruttare la moneta ufficiale della seconda economia mondiale.

Già qualche mese fa, comunque, si parlava dello yuan come di una valuta alla conquista del mondo, con le intenzioni evidenti del governo cinese di farla diventare una vera e propria riserva internazionale, tanto più che ad aprile scorso il renminbi si è deprezzato per la prima volta dopo ben tre anni. La conquista del mondo partirà con tutta probabilità dal continente asiatico, anche perché moltissimi istituti di credito, soprattutto quelli della Thailandia, sono soliti mettere a disposizione dei servizi denominati in yuan, quali i depositi in moneta straniera e il trasferimento di fondi. Azzardare delle previsioni non è possibile, fatto sta che lo yuan continua ad approfittare dei problemi americani ed europei per scalzare dollaro ed euro.