BCE stampa moneta, ecco cosa succede

 
Roberto
20 agosto 2011

bce stampa moneta 300x195 BCE stampa moneta, ecco cosa succedeQualche giorno fa, tra le varie dichiarazioni che hanno contraddistinto l’attività dell’autorità monetaria, la Banca Centrale Europea ha affermato di voler stampare moneta. Una soluzione rapida per poter intervenire nuovamente e in maniera ancor più incisiva sui mercati finanziari, acquistando i titoli di debito italiani (cioè, principalmente, i Btp) e i titoli di debito spagnoli (conosciuti con il nome di Bonos).

La notizia, anticipata dal quotidiano La Repubblica, prevede che in una prima fase sia stampato un quantitativo di euro compreso tra un minimo di 230 e 400 miliardi. Per quanto invece concerne la modalità di acquisto dei titoli di stato italiani e spagnoli, lo stesso avverrà non nelle aste di titoli del Tesoro, bensì nel c.d. mercato secondario, cioè nei listini di negoziazione dei titoli oggetto di precedenti emissioni.

Cosa succede se la BCE stampa moneta?

Come abbiamo visto, pertanto, la Banca Centrale Europea può decidere di sottoscrivere titoli di debito statali attraverso l’emissione di nuova moneta. Attualmente l’istituzione monetaria può emettere l’8% delle valute emesse dal Sistema Europeo della Banche Centrali (il SEBC), con incremento del proprio passivo patrimoniale (dove verrà evidenziata una voce relativa alle banconote in circolazione).

Pertanto, l’emissione di moneta da parte della Banca Centrale Europea con sottoscrizione dei titoli di debito statali italiani e spagnoli non è nient’altro che un’operazione di trasferimento parziale del debito verso l’istituzione monetaria stessa; ovviamente l’istituzione non può procedere nell’emissione di moneta senza alcun vincolo, poiché il totale delle banconote emesse dovrà trovare adeguata corrispondenza nell’attivo patrimoniale, e in particolar modo nei crediti che l’autorità vanta su banche centrali & co.

Vi ricordiamo infine che tutti i pareri che compaiono su queste pagine sono opinioni dei singoli autori, e non possono essere ritenuti degli inviti o delle sollecitazioni o delle consulenze ad investire sui mercati valutari secondo gli orientamenti evidenziati negli stessi articoli.