Italia come Cipro?

di Roberto Commenta

Può l’Italia diventare la nuova Cipro? Secondo il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schauble, la risposta è certamente negativa. Il rappresentante dell’esecutivo di Berlino, durante una intervista alla Bild, ha infatti chiarito che il salvataggio di Cipro non è un modello replicabile in altri Paesi, e che pertanto i depositi dei cittadini europei sono al sicuro da qualsiasi turbolenza che si è verificata a Nicosia.

Tra le tante dichiarazioni del ministro, Schaeuble ha chiarito un punto molto dibattuto nell’Unione, e cioè, segnalava il quotidiano La Repubblica, “il fatto che il salvataggio di Cipro – con il prelievo forzoso ai depositi superiori ai 100mila euro per un incidenza del 37,5% – sia o meno replicabile”.

“Cipro è e continuerà a essere un caso unico e speciale” – avrebbe dichiarato il ministro, che poi ha aggiunto ricordando come le due principali banche di Cipro erano di fatto insolventi, e che il governo di Nicosia non poteva assicurare il denaro nei depositi. Di qui, la divergenza di condizioni tra Cipro e gli altri Paesi europei (vedi anche Cipro verso settimana di misure restrittive).

In proposito, è emerso che sull’Isola – proseguiva il quotidiano – “i correntisti della Bank of Cyprus con depositi superiori a 100mila euro potrebbero riportare perdite fino al 60% a causa del prelievo forzoso disposto dal governo. Due fonti di governo e banca centrale spiegano che i conti oltre 100mila euro perderanno il 37,5% del loro valore quando saranno convertiti in azioni della banca (questo il livello del prelievo forzoso fissato per l’istituto). A questo si aggiungerà una possibile perdita ulteriore fino al 22,5% a causa del non pagamento degli interessi su quanto rimane nel deposito. Una percentuale che dipenderà dalla valutazione dei funzionari che dovranno determinare l’esatta cifra necessaria a riportare la banca in salute. L’istituto è direttamente coinvolto nella ristrutturazione del sistema finanziario cipriota: accoglierà gli asset “buoni” della Laiki (destinata alla chiusura) e verrà ricapitalizzata”.