Pressione fiscale record nel 2013

di Roberto Commenta

Nel corso del 2013 la pressione fiscale in Italia potrebbe raggiungere un livello record, pari almeno al 45,8 per cento, in principale conseguenza dell’introduzione dell’imposta municipale unica. A dichiararlo è il centro studi di Confcommercio, Mariano Bella, che stima un gettito dell’IMu pari a 28 miliardi di euro, 7 miliardi di euro in più rispetto a quanto preventivato lo scorso agosto dal Ministero dell’economia e delle finanze (ma con aliquote provvisorie dello 0,40 per cento e dello 0,76 per cento).

Stando a quanto afferma ancora Confcommercio, nel 2012 l’Imu triplicherà il gettito della pressione fiscale sulle case, rispetto ai 9,07 miliardi di euro ottenuti attraverso l’Ici nel 2011. Per il 95,4 per cento degli italiani, il Natale 2012 – afferma Confcommercio – sarà “dimesso”. Il 13,7 per cento, prosegue ancora l’Ufficio Studi, non farà alcun regalo, contro l’11 per cento del 2011. Gli italiani spenderanno inoltre il 13 per cento in meno delle tredicesime per i consumi (qui il nostro ultimo approfondimento sull’andamento della pressione fiscale italiana, che percepita risulterebbe essere il 55 per cento).

“La spirale perversa tra l’aumento della pressione fiscale e una domanda interna desolatamente ferma produce degli effetti recessivi pesantissimi che non risparmieranno neppure il Natale” – ha dichiarato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

Ancora, ha spiegato Sangalli, “per effetto dell’Imu le tasse a dicembre raddoppieranno”. Pochi gli aspetti positivi: “Un italiano su due mantiene un atteggiamento decisamente favorevole alla tradizione di fare regali e il secondo e’ che negli ultimi tre mesi i prezzi al consumo sono stabili, addirittura scendono in qualche caso, grazie al senso di responsabilita’ della distribuzione commerciale che vuole favorire i consumi andando incontro ai consumatori”.

Dati negativi, quelli previsti dalla Confcommercio, che tuttavia, sottolineiamo, erano ben attesi. Il 2013 si preannuncia come un altro anno particolarmente difficile per gli italiani e, in particolar modo, per le famiglie con un solo capofamiglia lavoratore dipendente, o due redditi fissi ma certamente precari.

Nel corso delle prossime settimane avremo modo di tornare sull’argomento.