Roubini, i pericoli per l’economia da Cina e crisi Ucraina

di Paolo Valori Commenta

L’economista Nouriel Roubini parla di schizofrenia sui mercati, con evidenti segnali contrastati si dal mercato dell’azionario che dal mercato dell’ obbligazionario che la dicono lunga sullo stato di salute dell’economia. Nouriel Roubini non nasconde minimamente il proprio scetticismo su quel che sta accadendo a Wall Street, e non solo.

Il punto è domandarsi se l’economia si sta davvero rafforzando, come farebbe pensare il trend dell’azionario, ma per quale motivo allora, i rendimenti dei bond sono in discesa?. Da una parte, i listini Usa (così come molti altri nel mondo), hanno proseguito la loro fase rialzista nel 2014, anche dopo il rally realizzato nello scorso anno, facendo prevedere un outlook positivo, sia per la congiuntura che per i profitti societari.

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L’indice Dow Jones sembra indirizzato a superare la soglia dei 17.000 punti. Allo stesso tempo, i tassi sui Treasuries sono diminuiti in maniera consistente. Se dovesse essere obbligato a prendere una posizione, così come ha avvalorato durante una conferenza organizzata da Aberdeen Asset Management, Roubini darebbe ragione al mercato obbligazionario.

“Ritengo ancora che la crescita economica possa sorprendere al ribasso”, ha detto, aggiungendo che, se l’azionario dovesse salire di un altro +30% quest’anno, si entrerebbe in una fase precedente a quella di bolla. Tra i rischi più alti che gravano sull’economia vede problemi per la Cina, con il rallentamento che potrebbe essere peggiore delle attese; difficoltà che rallentano la crescita dei paesi emergenti; le tensioni geopolitiche, come la crisi in Ucraina; e l’espansione dei moti nazionalistici in diversi governi, soprattutto in Asia.