Valute digitali: iMoney, la scelta della Apple

di Simone Ricci Commenta

imoney-585x356La US Patent and Trademark Organization ha reso nota l’intenzione della Apple di sfruttare anch’essa una moneta digitale, proprio come ha fatto qualche tempo fa Amazon con i suoi Coins (vedi anche Le critiche che vengono mosse ai Bitcoin). Il brevetto in questione non è altro che una combinazione tra una valuta virtuale e una tecnologia adatta al mondo del web. In effetti, questa novità, il cui nome ufficiale sarà quello di iMoney (in perfetto stile Apple). Il funzionamento, poi, è presto detto, dato che si consentirà a tutti gli utenti di negoziare il denaro nel cloud ed effettuare i pagamenti attraverso il loro iPhone.

Ma sono anche altre le possibilità che vale la pena ricordare. Ad esempio, i soldi possono essere accumulati mediante la visualizzazione degli annunci pubblicitari, ma non bisogna dimenticare i possibili rimborsi per i prodotti e i servizi della multinazionale di Cupertino. Potrebbe anche esserci, poi, lo sfruttamento della tecnologia denominata NFC. La sigla in questione sta a indicare la Near Field Communication, la quale è in grado di mixare la comunicazione (come si evince dal nome stesso) con i terminali che hanno a che fare con i punti di vendita. In pratica, la NFC permette agli smartphone di cui si sta parlando di stabilire una comunicazione via radio con tutti gli altri dispositivi che si trovano nelle vicinanze.

Rimane comunque il fatto che politica anti-Bitcoin della creatura di Steve Jobs ha fatto anche infuriare una parte della clientela, dato che le valute digitali vengono considerate un futuro da vivere già adesso. In particolare, la Apple ha provveduto a rimuovere ben due applicazioni dal suo App Store lo scorso mese di maggio, precisando che la decisione è stata adottata per venire incontro ad alcuni requisiti legali e pere rendere disponibili le applicazioni stesse a tutti gli utilizzatori, ma appare evidente come la polemica sia destinata a continuare anche nei prossimi mesi.