Cambio euro/dollaro vola a 1,33 su effetto-Draghi

di ND82 Commenta

Mario DraghiL’euro resta uno dei principali protagonisti del forex in questa particolare fase del mercato, caratterizzata da una forte avversione al rischio e da maggiore attenzione ai dati macroeconomici. La moneta unica ha messo a segno rialzi importanti contro un gran numero di valute, soprattutto il dollaro, dopo che la Bce ha deciso di mantenere i tassi di interesse fermi sul minimo storico allo 0,5% e i tassi sui depositi a zero, senza abbassarli su valori negativi. Il boom di euro/dollaro è arrivato, però, con l’inizio della conferenza stampa di Mario Draghi.

Il numero uno dell’Eurotower ha comunque evidenziato rischi al ribasso per l’economia dell’eurozona, tanto che le stime sul pil per l’anno in corso sono state leggermente abbassate a -0,6% da -0,5%, anche se sono state riviste al rialzo per il 2014 a +1,1%. Tagliata anche la stima sul tasso di inflazione, che scende all’1,4% dall’1,6%. La politica monetaria resterà accomodante e la Bce si tiene pronta per ogni evenienza, in base all’andamento del ciclo economico.

DOLLARO AUSTRALIANO IN FORTE CALO DOPO PIL DELUDENTE

Draghi ha spostato il focus sul problema del credito, che non viene erogato alle imprese. L’idea di portare i tassi sui depositi su valori negativi è stata presa in considerazione e potrebbe essere attuata più avanti. Si è discusso anche di altre soluzioni, come una nuova Ltro o il ricorso agli Abs. Tuttavia, quest’ultima ipotesi viene giudicata complessa e quindi difficilmente sarà considerata. Secondo Draghi lo strumento di maggiore successo finora è stato il programma Omt, che ha dato stabilità all’area euro. Il banchiere italiano ha poi invitato i governi a proseguire sulla strada del risanamento dei conti pubblici.

Sul forex il tasso di cambio euro/dollaro è salito sui massimi da oltre tre mesi a 1,33. Da inizio mese il cross Eur/Usd guadagna già più del 2%. A inizio giugno il cambio era ancora sotto 1,30. A favorire l’exploit dei prezzi è stato, però, soprattutto il crollo verticale del dollar index. Infatti, il biglietto verde è stato interessato da un violento sell-off praticamente contro tutte le valute.