Banco Bpm, rimborsi pieni per il caso diamanti?

di Valentina Cervelli Commenta

Banco Bpm tra approvazione del bilancio 2018 ed eventuale rimborso per il caso diamanti: sono questi i principali soggetti sui quali l’istituto sta lavorando in questo momento. A fare più notizia però è ovviamente il secondo “tema”, motivo di cruccio per diversi risparmiatori della banca.

Una preoccupazione che ha portato all’ingresso del Palazzo di Verona dove si teneva l’assemblea dei soci almeno 50 tra correntisti e lavoratori di Banco Bpm pronti a manifestare il loro dissenso nei confronti di quella che è stata la politica della banca nella gestione dei reclami relativa alla vicenda dei diamanti “gonfiati”. Per quanto infatti siano stati promessi rimborsi al 100%, probabilmente vi è poca fiducia nella capacità dell’istituto di aggiungere al valore delle pietre, che il cliente conserva, la differenza monetaria dell’investimento a suo tempo effettuato, così come promesso e ribadito dal Ceo Giuseppe Castagna, in assemblea.

Vero è che sono stati eseguiti accantonamenti nel 2017 e nel 2018 a tal scopo, quindi effettivamente il piano paventato dal manager potrebbe trovare veloce compimento, soprattutto grazie alla volontà della Governance di rimborsare nonostante alcune sentenze relative al lodo a favore di Banco Bpm. Tornando all’Assemblea ed al motivo della sua convocazione, il bilancio 2018 è stato approvato con 86% del capitale votante e il 13% di astenuti: gli azionisti più rilevanti, non va dimenticato, sono Capital Research con il 5,198% del capitale, Invesco Capital con il 5,123% e Davide Leone & Partners con il 4,63%.

A margine del voto il ceo Castagna ha sottolineato come la fusione tra Bpm e Banco Popolare, nei suoi due anni di vita sia riuscita a smaltire più del doppio dei crediti deteriorati richiesti dalla BCE e come siano cresciuti i depositi di circa il 15%.