Bce, Bini Smaghi: “Anche politiche economiche sono fattore di crisi”. Dopo le parole di Liikanen prese di beneficio su euro

di Alberto Brambilla Commenta

greenspanLe parole di ieri pronunciate da Errki Liikanen hanno dato una scossa al mercato e hanno favorito il biglietto verde contro l’euro. Secondo gli operatori le parole del membro finlandese della Bce “si sono tradotte in prese di beneficio sulla valuta europea” (Reuters) tornata nella notte a sfiorare quota 1,40.
Lorenzo Bini Smaghi, intervenuto ieri alla Luiss di Roma, ha parlato in maniera approfondita di crisi economica senza risparmiare critiche alle banche centrali: “Non c’e’ dubbio che le politiche economiche degli anni passati abbiano avuto un ruolo nel determinare le condizioni che ci hanno portato a questa crisi”. Le conferme sono evidenti. E’ ormai preso come dato di fatto che la politica ribassissta di Alan Greenspan (foto) alla guida della Fed tra il 2002 e il 2004 abbia “alimentato gli incentivi per le istituzioni finanziarie, le famiglie e le imprese a indebitarsi e a prendere posizioni speculativi ad alto rischio”, ha spiegato Bini Smaghi. In questa crisi l’importante, sottolinea il membro italiano Bce, “se si vuole evitare il ripetersi di squilibri internazionali e’ necessario che Paesi come la Cina si dotino di una propria politica monetaria e lascino fluttuare il tasso di cambio della loro moneta in funzione dei rapporti di competitività, evitando di accumulare riserve internazionali in modo sistematico”. Secondo Bini Smaghi le banche centrali dovrebbero smettere di assecondare i comportamenti pro-ciclici degli operatori” e “prendere in maggiore considerazione l’andamento dei mercati finanziari, domestici e globali, per prevedere eventuali squilibri e i loro effetti sulla stabilita’ monetaria e finanziaria”.