BCE inietta 1000 miliardi alle banche

di Roberto 3

La BCE potrebbe iniettare 1000 miliardi di euro il 29 febbraio per aiutare le banche europee a rifinanziarsi. Un’opportunità per il settore, che potrebbe tradursi in una resurrezione.

Per far fronte al rischio di ribasso del credito e al deterioramento della situazione di liquidità delle banche, la BCE si sta preparando, secondo il Financial Times, a inondare il mercato bancario, con una iniezione da 1000 miliardi di euro. Una gigantesca operazione che giunge dopo l’operazione LTRO di dicembre, in occasione della quale furono concessi 489 miliardi di prestiti a tre anni.

Questa iniezione di liquidità consentirebbe di raggiungere un altro obiettivo: consentire alle banche europee di acquistare titoli di Stato del proprio paese, contribuendo così ad accelerare la dinamica di allentamento dei tassi di interesse a lungo termine nell’area dell’euro.Mario Draghi può autocompiacersi. “I progressi sono spettacolari” aveva detto Venerdì a Davos, il governatore della Banca centrale europea (BCE). Infatti, dall’inizio dell’anno, regna una certa atmosfera di ottimismo, la sensazione di poter uscire dalla crisi sui mercati, mentre nel mese di dicembre lo scenario volgeva al catastrofismo.

Mario Draghi, appena trasferitosi a Francoforte, aveva scelto un’arma precisa, tra quelle del suo arsenale, per far fronte alla crisi. E questa si è rivelata essere un bazooka. La BCE ha infatti scelto di prestare alle banche in quantità illimitata e a basso costo (1% di tasso di interesse). Normalmente, la banca centrale presta alle istituzioni per periodi più corti, fino a tre mesi. La crisi aveva già giustificato prestiti a un anno ma, questa volta, il denaro è stato reso disponibile per tre anni.

Grazie alla BCE, la probabilità che una banca europea faccia default è diminuita drasticamente, sostengono alcuni analisti. Al punto che il 29 febbraio la BCE proporrà una nuova operazione LTRO, aprendo nuovamente i propri sportelli. E per le banche sarà ancora più semplice per partecipare dal momento che la BCE ha ormai notevolmente ampliato la gamma di attività (i “collateral”) che accetta come garanzia per i suoi prestiti.

Il “bazooka” della Banca centrale europea non solo ha agito sulla crisi bancaria. Esso ha anche notevolmente alleviato la pressione sul debito sovrano. Con questo nuovo afflusso di denaro, i tassi di interesse sui paesi della zona euro si sono notevolmente ridotti, e le pressioni si sono allentate. In Italia, ad esempio, i rendimenti delle obbligazioni a sei mesi emesse durante l’asta di Venerdì sono stati inferiori del 2%, ovvero 3 volte in meno rispetto a novembre, in occasione di un’operazione equivalente.

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