Crisi debito: zona euro a un passo da recessione

di Roberto 3

Sempre più analisti prevedono una nuova recessione per la zona euro, uno scenario quasi inevitabile dal momento che le tensioni del settore bancario e la situazione di stallo politico di fronte alla crisi del debito, deprimono ulteriormente la fiducia dei consumatori e soffocano i finanziamenti per le imprese.

Gli esiti deludenti delle aste di questa settimana –  è toccato prima alla Germania, che dei 6 miliardi di titoli sperava di piazzare ha saputo
raccoglierne solo 3,6,  a causa di una domanda estremamente debole,  e poi all’Italia, dove il rendimento dei Bot semestrali è praticamente raddoppiato dall’emissione di ottobre, passando dal 3,535 al 6,504% e il tasso dei Ctz è salito al 7,814%,  i livell più alti dalla nascita dell’euro –  dimostrano che gli investitori stanno perdendo fiducia nella capacità dei leader politici di tenere sotto controllo il deficit e, di fatto, puniscono l’intera area.

Gli economisti di Goldman Sachs si aspettano che la zona euro cadrà in recessione nel quarto trimestre. Essi prevedono una crescita complessiva dello 0,1 per cento per l’area della moneta unica il prossimo anno, ma sostengono che “le difficoltà di finanziamento per le banche rappresentano un evidente rischio” al ribasso di tale previsione.

Le tensioni nel sistema bancario potrebbero portare ad un “significativo” peggioramento delle condizioni di finanziamento per le imprese e le famiglie, hanno reso noto gli economisti di Goldman Sachs, sottolineando che la situazione dei finanziamenti per le banche della zona euro sta diventando sempre più impegnativa in quanto il valore delle garanzie delle banche è nettamente diminuito dopo l’accelerazione del sell-off di obbligazioni della zona euro nelle ultime due settimane.Questo è problematico soprattutto per il mercato dei prestiti interbancari, ma anche in termini di approvvigionamento di liquidità attraverso la Banca centrale europea, perché “il valore di mercato della garanzia è un aspetto importante nella determinazione dell’ammontare di liquidità che le banche possono ottenere dalla BCE” hanno scritto gli economisti di Goldman Sachs.

“Pensiamo che sia ragionevole supporre che più tempo serve per stabilizzare la situazione nel settore bancario, maggiore è il rischio che il comportamento di prestito delle banche ad un certo punto porterà a un brusco calo dell’attività economica”.
Le speranze circa una rapida risoluzione della crisi si sono affievolite dopo l’ennesimo vertice inconcludente.

Il mini vertice di Giovedì a Strasburgo, tra il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy e il primo ministro italiano Mario Monti, si è concluso in un “nulla di fatto”. Nessuna annuncio concreto, nessun risultato.  La Merkel ha ribadito la sua opposizione alla emissione di obbligazioni congiunte, i famosi eurobonds, e alla possibilità che la BCE possa stampare moneta.

Il governo tedesco, ossessionato dall’ iperinflazione e dall’indipendenza della BCE,  non crede in una soluzione rapida della crisi, solo nei cambiamenti strutturali. Questo significa che la risoluzione della crisi del debito della zona euro richiederà molto tempo e sarà molto dolorosa, almeno secondo alcuni analisti.

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