Crisi: euro ai minimi contro dollaro e yen

di Roberto 3

L’euro è scivolato Giovedì 29 dicembre al suo livello più basso in quasi sedici mesi contro il dollaro, e al minimo da oltre dieci anni nei confronti dello yen, mentre il mercato digeriva i risultati di un’emissione di debito, particolarmente attesa ma piuttosto deludente, del Tesoro italiano.

Verso le 13, l’euro scendeva a 1,2866 dollari, il livello più basso dal 14 settembre 2010. Allo stesso tempo, precipitava fino a ¥ 100,11, un livello che non si registrava dal giugno 2001.

Il Tesoro italiano è riuscito a collocare 7 miliardi di euro di obbligazioni a medio e lungo termine con redimenti al di sotto della soglia critica del 7% (6, 98% per i Btp a dieci anni) rispetto a un record raggiunto nell’ultimo asta di questo tipo della fine di novembre (7,56%). Ma la domanda ha deluso le attese (il Tesoro aveva previsto di piazzare fino a 8,5 miliardi di euro), e l’operazione non sembra aver convinto gli operatori di mercato.Il primo ministro italiano, Mario Monti, ha giudicato “piuttosto incoraggianti” i risultati delle ultime due emissioni obbligazionarie di quest’anno da parte del Tesoro italiano. Ma non sono dello stesso avviso gli analisti. “I risultati dell’asta sono deludenti, dal momento che la domanda [degli investitori] si è dimostrata inferiore al previsto, e la quantità emessa non ha nemmeno raggiunto l’obiettivo prefissato inizialmente”, ha detto Anita Paluch analista della società finanziaria Gekko Global Markets. “Questo non aiuta l’euro, soprattutto perché molti operatori sono assenti dai mercati questa settimana” a causa delle festività di fine anno, ha continuato. Volumi di scambio bassi accentuano le più piccole fluttuazioni sul mercato dei cambi, che di fatto è quindi molto più volatile.

Considerata la situazione della zona euro, dove la crisi continua ad aggravarsi, l’asta  è andata relativamente bene, ma il tasso del debito italiano a dieci anni è comunque prossimo al 7% e un simile livello, molto alto è già ingestibile, è destinato ad aumentare se la crisi dovesse perdurare e accentuarsi.

L’Italia ha certamente un margine di manovra maggiore rispetto alla Grecia, che fu incapace di sopportare un tale tasso, ma ormai non si può escludere un piano internazionale di salvataggio anche per il Bel Paese, se la situazione finanziaria dovesse degenerare e i ministri europei non riuscissero ad agire più attivamente per contrastare la crisi del debito.

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