Home Economia Crisi governo, S&P avverte l’Italia sui rischi

Crisi governo, S&P avverte l’Italia sui rischi

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Standard & Poor’s non ha perso tempo e ha avvertito l’Italia sui rischi che potrebbe correre in seguito all’approfondirsi delle incertezze recessive e politiche. Ne consegue la possibilità di rivedere in ulteriore ribasso il rating nazionale e verificare altresì il prolungamento della contrazione economica anche nel corso del secondo semestre del 2013. Niente di nuovo sotto la luce del sole, comunque, visto e considerato che l’agenzia di rating, meno di 20 giorni fa, affermava di “attendersi una frenata dell’economia per l’anno prossimo”.

A pesare negativamente sulle previsioni di S&P, ricordava dovutamente il quotidiano romano Il Messaggero poco fa, “un insieme di fattori: dalla ristrettezza del credito, diventata ormai cronica, alla necessità di continuare sulla strada del rigore e del consolidamento di bilancio, fino alla flessione della domanda esterna. Sul giudizio complessivo influisce ovviamente il quadro generale. L’interrogativo che si pongono gli analisti americani è semplice: «la prossima coalizione di governo rimarrà impegnata sull’agenda di riforme strutturali avviata dall’attuale esecutivo?». In attesa di risposte è quasi naturale che i dubbi prevalgano sulle certezze. E che la speculazione, come spesso accade in questi frangenti, possa tornare a colpire, approfittando della situazione”.

Avvertendo i rischi di un pessimismo dilagante, il ministro dell’economia Vittorio Grilli è cercato di correre ai ripari dichiarando che “le agenzie di rating faranno il loro lavoro, ma non sono convinto che in questo momento sia utile per nessuno speculare su cosa fanno o cosa faranno le agenzie di rating. Dobbiamo continuare a lavorare, finchè questo governo ha il mandato per farlo, per continuare su queste riforme che sono necessarie per il nostro Paese”.

Il ministro Grilli ha comunque dovuto affermare che la situazione italiana è ancora molto difficile. Sulla stessa lunghezza d’onda l’amministratore delegato Unicredit, Federico Ghizzoni, che però ha considerato come esagerata la posizione di Standard & Poor’s.

Vedremo, nelle prossime settimane, in che modo avrà evoluzione l’odierno contesto.