Home Analisi Tecnica Divergenze Prezzo-Oscillatori: come sfruttarle operativamente

Divergenze Prezzo-Oscillatori: come sfruttarle operativamente

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 Si è gia accennato il discorso sulle “divergenze”, discorso che vale la pena approfondire e studiare a fondo per acquisire la giusta sensibilità nella loro rilevazione ai fini operativi. Tralasciando il significato “classico” delle divergenze, proviamo un approccio nuovo definito esclusivamente dall’osservazione del mercato.
Cosa si intende per divergenza? La divergenza è una situazione di “sfasamento” tra un grafico di prezzi (a qualsiasi time frame) ed un oscillatore.
Ipotizziamo di avere un grafico Usd/Jpy a time frame daily, con applicato il MACD con valori standard (12,26,9).
Con riferimento all’immagine, vediamo due massimi crescenti sui prezzi, realizzati rispettivamente il 5 Marzo 2009 e il 6 Aprile 2009. Osservando l’oscillatore MACD, tracciamo 2 linee verticali in corrispondenza dei due massimi per vedere i valori del MACD a cui corrispondono e vediamo cosa otteniamo:
– sul primo massimo indicato (5 Marzo 2009 a quota 99.68) l’istogramma del MACD segnava un valore di 1.972;
– sul secondo massimo indicato (6 Aprile 2009 a quota 101.44) l’istogramma del MACD segnava un valore di 1.050.

A due massimi crescenti, corrispondono due massimi decrescenti del MACD: cosa vuol dire? Vuol dire che l’oscillatore è in divergenza rispetto ai prezzi.
Tracciando una trend-line sull’oscillatore prendendo come punti di riferimento i due valori indicati, otteniamo una linea ribassista che definisce la direzione della divergenza: ribassista in questo caso.
A questo punto, cercheremo uno o più punti di ingresso a mercato:
– il primo, quello più difficile ma anche più profittevole, sarà l’ingresso dato dall’istogramma MACD che rompe la signal line;
– il secondo, sarà la rottura dell’ultimo swing di minimo crescente sui prezzi;
– il terzo, ormai poco profittevole, è la rottura del minimo in mezzo ai due massimi crescenti di prezzo.

Abbiamo ora un grafico di prezzi, un indicatore che ci “dice” quando si creano le condizioni per entrare a mercato, e la direzione da seguire, 3 punti di ingresso.
Una volta entrati a mercato, sarà poi a discrezione del trader gestire le posizioni (e il loro “sizing”) sfruttando le proprie conoscenze tecniche (quali ad esempio l’uso di altri oscillatori, la rilevazione di figure per il calcolo dei target, l’uso dei cicli per avere un limite temporale dell’operazione in corso, la definizione di nuovi punti di ingresso in direzione della divergenza sfruttando altri segnali).

La figura di divergenza, non permette generalmente il calcolo di target, ma questo non dovrebbe rappresentare un problema: una volta infatti che si è nel Mercato nella direzione giusta, è difficile perdere: alla peggio, si chiuderà in pari. Entra in gioco ora la forza psicologica del trader stesso, il quale dovrà decidere freddamente quando è il momento di chiudere la posizione.