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Estonia, un Euro contro la crisi

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Certo l’Estonia deve fare invidia alle vicine Lettonia e Lituania. Tallin entrerà nella moneta unica a partire dal 2011 con l’appoggio del Fondo monetario internazionale. Tutti e tre i paesi baltici stanno affrontando un periodo particolarmente difficile, anche a confronto con altre realtà europee. Dopo anni di boom e crescita economica la bolla del credito si è sgonfiata trascinando il Trio Baltico verso l’abisso.

La Lettonia, dopo aver passato anni a cercare di entrare nei parametri di Bruxelles per adottare l’euro, si trova a fare i salti mortali per contenere il deficit di bilancio. Questa la clausola per continuare ricevere le rate del prestito da 7,5 miliardi di euro erogato dal Fondo monetario per sostenere Riga durante la crisi.

L’Estonia, invece, a metà dell’anno prossimo arriverà giusto in tempo per l’appuntamento con l’euro, presentandosi con un mazzo di fiori e un disavanzo pari al 2,5% del Pil. Oggi il deficit di Tallin è molto più contenuto rispetto a quello dei due vicini: al 4%. La Lettonia è al 10%, la Lituania poco più dell’8%. Il segreto sta nel taglio della spesa pubblica e nel fare buono uso dei finanziamenti Ue. Manovre impossibili per Lettonia e Lituania. La prima ha perso credibilità non riuscendo a tagliare la spesa pubblica come richiesto dagli organi internazionali. La seconda soffre a causa di un sistema creditizio in affanno.

A scanso di equivoci il Fondo monetario chiederà all’Estonia più rigore nella finanze. Sembra dunque inevitabile un ampliamento ed innalzamento delle tassazione. (Stiamo parlando di un paese in cui gli automobilisti non pagano imposte su auto e autostrade.) Secondo il primo ministro Andrus Ansip l’euro farà ripartire gli investimenti aiutando il paese ad uscire dalla crisi.

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