Euro: un compleanno in piena crisi. Quale futuro per Eurolandia?

di Roberto 2

Il 2011 si sta per chiudere sulle rovine della crisi del debito sovrano della zona euro, e il 2012 non si annuncia sotto i migliori auspici. Una soluzione credibile e duratura sarà difficile da trovare e, soprattutto, richiederà tempo. Molto tempo. Il 2011 era cominciato in un clima di relativo ottimismo e intorno all’idea che la ripresa economica dopo la recessione seguita alla crisi dei “subprime” nel 2008, sarebbe stata modesta ma reale e che  vi era la necessità di privilegiare di nuovo le attività rischiose.

Finita nel caos, la crisi del debito ha colpito anche l’Italia, che si finanziato al 7% a 10 anni contro il 4,8% di inizio anno. I “primi della classe” della zona dell’euro, ovvero gli stati con rating “AAA”, come la Germania e la Francia, sono in pericolo e rischiano di essere declassati dalle agenzie di rating.  Esclusa fino all’estate 2011, la probabilità di un collasso della zona euro è ora parte degli scenari, e si traduce in particolare nei differenziali dei tassi a breve tra i paesi in difficoltà, come l’Italia oggi (5,0% a due anni), e i paesi del ‘nocciolo duro’ della moneta unica, in particolare la Germania (0,165%) e la Francia (0,574%). Una situazione anomala, in teoria, in un’unione monetaria.

Il 2011 è stato un annus horribilis. E la crisi dell’Eurosistema, che soffre di un eccesso di unione monetaria e di una insufficiente unione fiscale, sarà il fattore più importante per l’economia globale nel 2012. La lieve recessione, registrata alla fine dell’anno, continuerà nella zona euro anche nei primi mesi del 2012 con un possibile miglioramento nel secondo semestre. La crescita continuerà, nel migliore dei casi, a restare apatica.

La crisi del debito, cominciata in Grecia, ha evidenziato la mancanza di integrazione e coordinamento delle politiche economiche e fiscali dei 17 stati membri dell’unione monetaria e le difficoltà nell’attuazione di una solidarietà finanziaria. La difficoltà dei governi europei di fornire una prima risposta a tale questione ha altresì innescato una crisi di fiducia nei mercati finanziari.

Cosa che, in primis, ha penalizzato le banche, le quali, da quest’estate, non trovano più finanziamenti a medio-lungo termine sul mercato del credito e cercano le liquidità illimitate che garantisce loro la BCE. Il mercato interbancario è in crisi e nel panico. Le banche hanno paura a concedersi prestiti a vicenda e preferiscono parcheggiare le loro eccedenze di liquidità presso la banca BCE, remunerate solo allo 0,25%.

L’euro festeggerà un compleanno tormentato … Dieci anni nel portafogli di milioni di europei senza tuttavia conquistare i cuori, né i mercati, che oggi mettono in discussione la sua stessa esistenza…Quale avvenire per l’euro e Eurolandia?

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