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Forex: il PMI cinese nel trade

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 PMI è l’acronimo di Purchasing Managers Index. La Cina pubblica due importanti reports. Il primo è il PMI cinese, condotto dalla Chinese Federation of Logistics and Purchasing,  e rilasciato il primo giorno di ogni mese. Il rapporto è un indicatore chiave della salute economica della Cina, basato su un’indagine condotta su circa 800 responsabili degli acquisti, interrogati in merito alle condizioni economiche attuali e future. L’indice riflette le opinioni dei managers, comprese le loro aspettative su una serie di fattori quali l’occupazione, i prezzi, la produzione, ecc

La seconda relazione è il PMI manifatturiero HSBC. HSBC conduce indagini in collaborazione con la società di servizi di informazioni finanziarie, Markit, e rilascia due versioni del rapporto: la relazione flash e il report finale. Le indagini coinvolgono oltre 400 aziende manifatturiere e, al fine di delineare un quadro preciso del settore manifatturiero cinese, l’insieme delle aziende intervistate è composto da produttori piccoli, medi e grandi e comprendono sia enti pubblici che privati.

Come avvengono le misurazioni? La linea di demarcazione è rappresentata dal numero 50,0. Dati superiori a tale soglia indicano ottimismo per il settore manifatturiero cinese, il che significa che si potrebbe assistere ad una espansione in tale settore. Diversamente, risultati inferiori a 50,0 suggeriscono un sentiment pessimistico tra i responsabili, che potrebbe tradursi in una contrazione delle industrie manifatturiere.

Perché sono importanti questi reports e come posso utilizzati nel trade? Gli investitori e gli operatori monitorano questi rapporti a causa della stretta correlazione (o meglio della dipendenza) tra l’economia globale e la crescita cinese. Non solo la Cina è oggi la seconda economia più grande del mondo, ma è anche l’economia (tra le maggiori) a più rapida crescita.

La Cina gioca un ruolo fondamentale nel commercio mondiale, in quanto è al contempo il primo esportatore e e il secondo maggiore importatore del mondo. L’Australia, in particolare, è estremamente sensibile a dati cinesi in quanto il 25% delle sue esportazioni trova la propria direzione (e destinazione) verso la Cina.

Quando le cose in Cina vanno bene, probabilmente possiamo aspettarci di vedere un miglioramento del risk sentiment, in quanto la domanda si rianima, e ciò dovrebbe tradursi in un incremento della produzione in tutto il mondo. Accade esattamente l’opposto quando i dati provenienti dalla Cina riflettono una battuta d’arresto o uno scenario di pessimismo.

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