La rivalutazione dello Yuan non farà parte dell’agenda del G20 di Toronto in programma il 26 e il 27 giugno. Lo dice il New York Times spiegando che le tematiche si sposteranno verso il risanamento fiscale europeo con particolare attenzione a tre temi discussi da tempo: i requisiti di capitale delle banche, una tassa sugli istituti di credito e la regolamentazione degli strumenti derivati over the counter. L’amministrazione Obama, riporta il quotidiano statunitense, è soddisfatta della decisione europea sulla pubblicazione degli stress test ma non basta. Gli Usa faranno pressione per un maggiore impegno e coordinamento nel Vecchio continente al fine di scongiurare la crisi del debito. Gli analisti però rimangono scettici, come d’altronde anche i lettori, sulla possibilità che dal G20 escano direttive concrete: “Il G20 non ha portato molto in termini di regole della finanza e neanche in termini di coordinamento macroeconomico” spiega all’Ansa Nicolas Veron, economista di Bruegel. “Il G20 può fare poco sulla crisi europea”, aggiunge Veron. E intanto lo Yuan cala dopo il record quinquennale raggiunto ieri. Il motivo più probabile è il forte acquisto di dollari da parte delle grandi banche controllate dalla Repubblica Popolare cinese che in questo modo si coprono da interventi invasivi della banca centrale di Pechino.
G20 Toronto, Yuan fuori agenda
Di Redazione1 minuto di lettura