Monete di platino

di Roberto Commenta

L’ipotesi di lanciare monete di platino sul mercato statunitense potrebbe non esser così lontana come si potrebbe immaginare. Il progetto dovrebbe passare attraverso il conio di una sorta di maxi moneta da un trilione di dollari, pari a mille miliardi di dollari statunitensi. L’obiettivo? Coprire il debito americano con la moneta metallica, visto e considerato che non si creerebbe altro debito nei limiti del valore dello stesso conio.

Una soluzione che Giampiero di Santo, su Italia Oggi del 17 gennaio 2013, definitiva giustamente “fantasiosa”, riferendosi al problema concreto relativo alla sostanziale realizzazione di tale mega moneta. “Anche se” – ricorda di Santo – “in sostanza prevista dalla sezione 524, sezione 5112 del Titolo 31 dello United States code (la raccolta e la codifi ca di tutte le leggi federali) modifi cata nel 1996 con un emendamento che prevede: «Il Tesoro può coniare ed emettere lingotti e monete di platino secondo le specifi cazioni, i disegni, le varietà, le quantità e i nomi che il segretario del Tesoro, a sua discrezione, potrà decidere di volta in volta». La vicenda, in realtà, sembrerebbe essere stata chiusa da Anthony Coley, portavoce di Tim Geithner (in attesa della nomina annunciata di Jack Lew), che sabato scorso, in accordo con la Fed, ha negato la possibilità che una misura del genere sia adottata” (vedi anche Il Nido, la possibile moneta complementare dell’Aquila).

In proposito, Coley ricordava come “nè il Dipartimento del Tesoro né la Fed credono che la legge possa o debba essere usata per facilitare la produzione di monete di platino con l’obiettivo di evitare che il limite di debito sia superato” (vedi anche Le monete alternative del Brasile).

Tuttavia, tale dichiarazione potrebbe non esser equivalente di una pietra tombale sull’avveniristico progetto, visto che – sottolineava pochi giorni fa Paul Sheard, capo economista di Standard & Poor’s, ci “tre tipi di lenti attraverso le quali la questione può essere esaminata: politica, legale e costituzionale, e monetaria”.