Draghi sa perfettamente che un ulteriore deprezzamento risolverebbe diversi problemi senza eccessivi costi politici. Chi esporta in Francia, Italia, o in Germania, avrebbe un espediente in più per osteggiare la frenata degli ordini dall’estero. E beni e servizi all’import costerebbero un po’ di più, sostenendo la Bce a aumentare il tasso d’inflazione.
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Draghi sa perfettamente che questi interventi sarebbero quello di cui Eurolandia ha necessità. Non è quindi escluso che la Bce tenti di far fare al mercato ciò che lei non può fare: vendere euro e acquistare dollari, o altre valute. È per questo motivo che in questi giorni il mercato ha preso posizione sulla ipotesi di un prossimo taglio dei tassi della Bce. Quello principale andrebbe da 0,15% a 0,05% e per il tasso di cambio sarebbe una differenza considerevole.