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Il real brasiliano riprende terreno rispetto al dollaro

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Il real brasiliano ha fatto registrare un apprezzamento deciso grazie agli ultimi interventi dei policy makers: questi ultimi, infatti, hanno consentito alla valuta latino-americana di interrompere i tre giorni consecutivi di ribassi, dopo le stime inferiori rispetto alle previsioni per quel che riguarda la crescita economica del terzo trimestre (luglio-settembre 2012). Tra l’altro, anche diciassette giorni fa si era trattato di una settimana da incubo per il real brasiliano. In questa occasione, al contrario, la divisa sudamericana ha ottenuto un rialzo che non veniva registrato da oltre cinque mesi, dato che la banca centrale è riuscita a vendere quasi 42mila contratti swap, per un importo complessivo di 2,1 miliardi di dollari, con due aste che si sono svolte proprio nel corso della giornata odierna.

Gli stessi tassi swap sono calati a causa della speculazione che ha riguardato i già citati policy makers. La resistenza del real brasiliano alla recessione è dunque tornata in auge: volendo essere ancora più precisi, c’è da sottolineare come la valuta si sia apprezzata di 0,9 punti percentuali nei confronti del dollaro presso la Borsa di San Paolo, giungendo così a quota 2,1164. Gli swap relativi ai contratti in scadenza nel gennaio del 2014, inoltre, hanno perso tre punti base (-0,03% per la precisione), per una percentuale complessiva del 7,18%.

L’economia brasiliana è destinata a crescere di 1,27 punti percentuali quest’anno, mentre il ritmo salirà fino al 3,7% nel 2013, almeno stando alle stime medie della banca centrale, la quale ha preso come riferimento circa cento analisti finanziari. Allo stesso tempo, non si può non citare il +0,9% del prodotto interno lordo nel terzo trimestre dell’anno rispetto a 365 giorni prima. I policy makers hanno oscillato parecchio tra la vendita degli swap reverse per proteggere gli esportatori, in particolare mantenendo il real immune dagli apprezzamenti, e la vendita dei contratti al fine di prevenire un deprezzamento troppo rapido della stessa moneta.