Il ringgit in recupero sul dollaro grazie al fiscal cliff

di Simone Ricci Commenta

Il ringgit malese è riuscito a riprendersi dopo aver toccato il suo livello più basso delle ultime undici settimane: in pratica, il fiscal cliff sta ancora una volta determinando le dinamiche del mercato valutario, dunque anche il continente asiatico non poteva non essere coinvolto. Le performance settimanali delle monete asiatiche di qualche giorno fa avevano infatti evidenziato un ribasso non proprio incoraggiante per questa divisa.

In aggiunta, non bisogna dimenticare che i prestiti totali che sono stati destinati al sistema bancario della Malesia hanno fatto registrare una contrazione pari a diciannove punti percentuali nel corso del mese di novembre, mentre invece a ottobre il calo era stato molto più contenuto (-0,4% per la precisione). Come hanno spiegato strateghi e analisti finanziari, il problema del “baratro fiscale” americano deve essere risolto, non importa in che modo, il mercato per il momento rimane in attesa, ma sta dominando un’angosciosa suspense. Entrando maggiormente nel dettaglio delle ultime contrattazioni, c’è da dire che il ringgit ha recuperato lo 0,2% rispetto al dollaro, giungendo in questa maniera a quota 3,0583 presso la Borsa di Kuala Lumpur.

Tra l’altro, il confronto con quanto accaduto più di un anno fa, ci fa comprendere come siano cambiati i tempi: a fine estate del 2011, infatti, il debito Usa preoccupò won e ringgit, adesso le preoccupazioni sono ancora più forti, ma diverse valute asiatiche stanno approfittando della debolezza della moneta verde. Tre giorni fa, inoltre, il ringgit aveva chiuso le proprie quotazioni al livello di 3,0640, un valore non molto lontano dai ribassi dello scorso 11 ottobre. In questo 2012, la divisa della Malesia è riuscita a guadagnare 3,6 punti percentuali: intanto, la volatilità a un mese, misura che indica i movimenti attesi per quel che riguarda i tassi di cambio (utile per le opzioni finanziarie), è scesa di quattordici punti base, ancora al di sotto del 5%.