Rinvio accordo bilancio UE

di Roberto Commenta

Niente di fatto sul fronte del bilancio UE. A minare alle fondamenta la possibilità di trovare un accordo tra i partner europei è stata, principalmente, la mancata sintonia sui tagli da deliberare. Ne è conseguito un rinvio delle decisioni sul documento contabile dell’istituzione europea, probabilmente nel prossimo mese di febbraio 2013. Una scelta che è frutto di un compromesso: piuttosto chiara è apparsa la volontà di evitare spaccature insanabili all’interno dell’organo comunitario.

Il nulla di fatto del vertice di Bruxelles non ha comunque sconvolto più di tanto i piani dei diretti interessati. Discretamente ottimista si è rivelato il presidente del consiglio dei ministri Mario Monti, che ha ricordato come vi “è un sufficiente potenziale di convergenza” tra i rappresentanti dei 27 Paesi, che potrebbe fungere da anteprima per un “accordo sul bilancio Ue per gli inizi del prossimo anno”. Se “il bilancio europeo è uno strumento molto importante per la coesione, la crescita e l’occupazione dell’unione” il fatto di “non aver raggiunto un accordo oggi non pregiudica nulla” – ha proseguito Monti.

“Il risultato oggi non c’è stato, ma questo non sorprende, non è la prima volta e non sarà l’ultima” – ha poi continuato il premier – “E’ successo altre volte che l’accordo sul bilancio settennale non è stato chiuso al primo tentativo, non bisogna stupirsi (…) Era in corso una un tendenza a ridurre considerevolmente di più il budget e una tendenza a finire con un compromesso al ribasso, tendenza a cui noi ci siamo opposti”.

Proprio per quanto concerne la posizione italiana, a risultare particolarmente insoddisfacente sarebbe stata soprattutto la voce dei tagli agli aiuti per l’agricoltura, sebbene – ha poi concluso Monti – “la proposta rivista non ci soddisfa anche per l’allocazione dei tagli delle risorse. E tra i vari punti di insoddisfazione, nel corso della riunione, ho sottolineato in particolare questo”.

Al vertice “non ci sono nè vincitori nè vinti” – ha poi chiosato Jean Claude Juncker, mentre il presidente della Commissione Josè Manuel Barroso ha affermato che “ci sono ancora importanti divergenze sull’importo totale e l’equa distribuzione tra i paesi”.

Vedi anche le ultime dichiarazioni di Mario Draghi sullo scudo anti-spread.