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Ungheria sull’orlo del default?

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Quando si tratta di problemi di debito, le prime parole che vengono in mente sono “euro” e “zona“. Ma ultimamente, c’è questo un paese che minaccia di portare i riflettori lontano dalla zona euro. Stiamo parlando dell’Ungheria.

L’Ungheria è attualmente nel mezzo di un problema di insolvenza molto grande, mentre il suo autoritario leader, il primo ministro Viktor Orban, si rifiuta di trovare un accordo con il Fondo monetario internazionale (FMI). Risultato? I rendimenti obbligazionari della nazione sono alle stelle, e i prestatori (come le banche ad esempio) sono estremamente riluttanti a concedere credito. Il denaro scarseggia.

Se continua così, l’Ungheria rischia seriamente di essere il primo importante paese a gettare la spugna e a dichiarare il fallimento. Questo potrebbe innescare un contagio del debito letale, in cui si produrrebbe una enorme svalutazione non soltanto nell’Unione europea (UE), ma altresì nel sistema bancario globale.

L’Ungheria non è esattamente quello che si dice un paese “grande”. In realtà, la sua popolazione è appena di 10 milioni e il suo PIL ammonta a 200 miliardi di dollari, corrispondenti a malapena alla capitalizzazione di Microsoft, pari a 213 miliardi di dollari. Non è ricca, né è grande, ma gli eventi in Ungheria lasciano presagire che le cose volgeranno al peggio.

Quello che sta accadendo in Europa è simile a una bombola di gas lasciata aperta. Il gas è rilasciato lentamente e non è immediatamente letale, ma una piccola scintilla porterebbe ad una esplosione devastante. L’Ungheria è molto simile a quella scintilla – non ricca, non enorme, ma estremamente letale.Per prima cosa, i problemi di debito del paese sono radicati molto più in profondità di quanto sembri. I guai finanziari sono iniziati quasi un lustro fa, quando scoppiò la bolla del credito e il paese preicpitò, nel 2008, in recessione. Sono trascorsi quasi quattro anni e l’Ungheria deve ancora riprendersi da questo pasticcio del debito. Il fatto che il debito estero del paese sia in crescita, non ha reso la situazione più facile. Le agenzie di rating hanno schiaffeggiato l’Ungheria infliggendo diversi downgrade sul suo debito sovrano, trascinandolo al livello di junk bond. Di conseguenza, i rendimenti obbligazionari sono schizzati al 10%, rendendo più difficile per il governo ottenere finanziamenti.

Ricordiamo che l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale avevano già offerto un pacchetto di prestiti del valore di 20 milioni di EUR. Tuttavia, l’Ungheria ha rifiutato di ingoiare il suo orgoglio e ha deciso di volare da sola, insistendo sul fatto che fosse in grado di affrontare i problemi per conto proprio.

Il primo ministro ungherese Orban è ancora fermamente convinto che l’Ungheria non ha bisogno di aiuto da parte dell’FMI. Per lui, il default sovrano non è una cattiva opzione, poiché significherebbe soltanto perdite per gli investitori. Cedere all’FMI, al contrario, sarebbe un’ammissione di fallimento e significherebbe la perdita della credibilità politica.

Sebbene il pacchetto di salvataggio proposto dall’FMI fa sperare che la stabilità economica e finanziaria potrebbe essere ripristinata, Orban sembra intenzionato a impedire il concludersi di un accordo. Resta da vedere se le sue politiche economiche non ortodosse potranno tenere in piedi l’Ungheria. Diversamente, potremmo aspettarci tragiche conseguenze.

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