Unicredit, vendita Fineco e NewCo per riunire controllate

di Valentina Cervelli Commenta

Unicredit è intenzionata a rendere l’estate 2019 un momento da ricordare: non solo per la vendita di Fineco ma anche per la creazione di una NewCo, una sub-holding estera, basata in Germania, in cui riunire le sue controllate estere. Un’evoluzione, in pratica, di quello che avrebbe fatto con Commerzbank.

NewCo per estere ma al centro Unicredit

A capo di tutto, ovviamente, vi sarà la holding italiana madre. Si tratta di un progetto importante e di una certa caratura quello che si sta mettendo a punto nell’istituto di Piazza Gae Aulenti. Secondo le indiscrezioni lanciate dal Sole 24 Ore, Unicredit ha aperto una gara alla quale hanno poi aderito diversi advisor pronti a lavorare di concerto con i vertici della banca per modificare in modo profondo l’assetto della stessa.

L’obiettivo è ovviamente quello di rendere Unicredit una società internazionale dal peso ancora più forte di quello già posseduto, rendendo più forte la sua identità europea. Secondo i vertici dell’istituto italiano, dando vita ad una Newco con sede in Germania si riuscirebbe nel portare avanti un riassetto capace di migliorare la resolvability del gruppo, applicare gli strumenti di risoluzione nell’ambito della Brrd  e quindi di conseguenza di far calare il costo del funding.

Via rischio Italia per Unicredit

Uno dei vantaggi che Unicredit incontrerebbe modificando il suo assetto in questo modo è quello di alleggerire e molto quello che viene definito il “rischio Italia“:  a prescindere da ciò che potrebbe avvenire all’interno dei confini italiani infatti, spostare sotto la holding estera tutte le “operational company” internazionali (Austria,Germania, Russia, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Bulgaria e Turchia, N.d.R.) metterebbe le stesse al riparo da qualsiasi problematica relativa alla situazione economica italiana ed alle sue conseguenze nel comparto bancario.

Niente più Fineco per Unicredit

Intanto Unicredit mette a segno un buon colpo: la banca di Jean Pierre Mustier ha venduto della notte la partecipazione residua che ancora aveva in Fineco Bank, portando nelle casse dell’istituto 1,009 miliardi di euro cedendo 111,6 milioni di azioni ordinarie per 9,85 euro l’una. Questo porterà ad un aumento dell’indice di solidità di circa 30 punti base nel Cet1 capital ratio del gruppo che verrà inserito nel terzo trimestre dell’anno. Unicredit aveva già ceduto il primo 17% l’8 maggio scorso a 9,8 euro sottoscrivendo un lockup di 120 giorni: per portare a compimento l’operazione essa ha utilizzato J.P. Morgan, Ubs Investment Bank e Unicredit Corporate & Investment Banking in qualità di Joint Bookrunners per l’offerta.