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Unindustria Bologna è favorevole alla moneta complementare

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 Di monete complementari si sente ormai parlare a ripetizione (è il caso, ad esempio, dei progetti che hanno visto coinvolte Bergamo e, ancora prima, L’Aquila): la proposta resa pubblica ieri da Unindustria Bologna non rappresenta una ipotesi lanciata tanto per fare rumore, bensì uno strumento utile per costruire un modello economico che possa essere alternativo a quello classico. Anzitutto, bisogna precisare che l’iniziativa di cui si sta parlando potrebbe coinvolgere la città emiliana di Imola, dato che lo studio dell’associazione è giunto direttamente dalla delegazione locale.

Ebbene, è stato organizzato un convegno dal titolo emblematico, vale a dire “La moneta complementare, per una finanza alternativa e non speculativa”. Un altro obiettivo da raggiungere in questa maniera è la protezione del tessuto produttivo locale dai nervosismi che vengono continuamente provocati dalla finanza speculativa (il caso Monte dei Paschi è soltanto l’ultimo in ordine di tempo), senza dimenticare il sostegno da fornire a quelle imprese che sono finite in difficoltà a causa del blocco del credito da parte delle banche. Come ha spiegato e sottolineato la stessa Unindustria, la soluzione va ancora studiata, approfondita e capita, nonostante sia ben diffusa in diversi contesti del nostro paese, come già accennato, e anche nel continente europeo.

Gli interventi più importanti del convegno sono stati quelli di Marco Gasparri, numero uno della delegazione di Imola, e di Daniele Manca, primo cittadino del comune bolognese. La nota dell’Unione ha voluto mettere in luce il funzionamento della moneta complementare, evidenziando il pagamento alternativo che andrebbe a vantaggio delle aziende, più precisamente in relazione allo scambio di beni e servizi. Come ha spiegato Gasparri, la crisi economica è “responsabile” di questi ripensamenti del sistema, in alcuni casi coraggiosi, ma sempre rispondenti alle esigenze delle aziende. Una possibile soluzione che è stata prospettata, infine, si riferisce all’adozione in via ufficiale di uno strumento economico alternativo all’euro.