Bce, aiuti solo se arrivano direttamente all’economia reale

di Paolo Valori Commenta

US Federal Reserve Chairman Ben Bernanke speaks during a financial and economic event discussing the financial crisis at the London School of Economics (LSE) in London on March 25, 2013.  At the discussion which was attended by speakers including Bank of England governor Mervyn King, US Federal Reserve Chairman Ben Bernanke, UBS chairman Axel Weber and former US Treasury Secretary Lawrence Summers Bernanke rejected worries that the world's leading economies were competitively cutting their currency values.  AFP PHOTO / POOL / JASON ALDEN        (Photo credit should read JASON ALDEN/AFP/Getty Images) Il mercati rimangono significativamente collegati alle decisioni che proverranno dagli Istituti centrali che si occupano di  gestire la Politica Monetaria. La scorsa settimana i mercati sono rimasti sostanzialmente delusi dalla mancata decisione del presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi . >L’investimento sicuro e la tolleranza al rischio

Secondo l’analisi di Vincenzo Longo Market Strategist di Ig, spiega che “Il mercato si aspettava una possibile nuova Ltro (simile al Funding For Lending dalla Bank of England) volta a stimolare il credito a famiglie e piccole e medie imprese. Lo stesso Draghi, in conferenza stampa, ha fatto sapere che una eventuale nuova Ltro non potrà essere utilizzata dalle banche per finanziare gli Stati, ma sarà riservata a riattivare il circolo del credito. Abbiamo diversi dubbi sull’efficacia di questa operazione”.

L’influenza USA sulle valute

 

Per l’analista “I requisiti stringenti imposti al sistema bancario e l’alta rischiosità delle famiglie e delle imprese, in una simile congiuntura negativa, difficilmente stimolerà le banche a concedere prestiti, soprattutto per quelle che risiedono nella periferia dell’eurozona. A peggiorare la situazione c’è poi lo stress test (Asset Quality Review) della Bce che incombe, che certo non incentiva gli istituti di credito a incrementare il proprio portafoglio rischioso”.

Per quanto riguarda il cross Eur/Usd , l’analista spiega che nei giorni successivi alla riunione della Bce ” ha risentito inizialmente dei buoni dati Usa aggiornando i minimi di seduta, salvo poi recuperare in scia alla mancanza di azioni concrete da parte di Draghi. Il cross ha così recuperato terreno arrivando ai nuovi massimi dal 31 ottobre a quota 1,3670. Domani sarà un’altra seduta chiave. La prima resistenza rimane a 1,37, il cui superamento getterebbe le basi per un allungo verso 1,3830, picchi di ottobre. Attenzioni alle discese sotto i minimi da inizio mese a 1,3530, che sarebbero preludio per una discesa più marcata verso area 1,34″.