Euro-Dollaro, il tasso di cambio perde ancora valore

di Paolo Valori Commenta

La moneta unica si è riportata in zona bearish trend.

Il cross Euro/Dollaro continua a perdere valore, calando sui minimi a un mese e attestandosi a 1,0825. Quella di ieri è stata la quarta seduta consecutiva in rosso, che decreta il ritorno in bearish trend della moneta unica.

An Egyptian man walks out of an exchange store in the capital Cairo on January 6, 2013. A top International Monetary Fund official will visit Egypt on January 7, for talks likely to focus on the $4.8 billion loan agreement frozen last month because of political unrest in the country. AFP PHOTO / KHALED DESOUKI        (Photo credit should read KHALED DESOUKI/AFP/Getty Images)

La quotazione del cambio EUR/USD era cresciuta fino a portarsi a quota 1,1376 lo scorso 11 febbraio, ma da allora è avvenuta una repentina discesa che ha portato il “re del forex” a perdere fino al 5% del proprio valore. In attesa della pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro USA (dopo quelli molto positivi dell’occupazione privata ADP) e del meeting dellaBCE del 10 marzo, il trend ribassista sembra destinato a rafforzarsi.

Da un punto di vista tecnico, è necessario sottolineare che il cambio è ormai a contatto con una zona di supporto chiave non facile da perforare. Tra 1,08 e 1,0780 è presente un supporto importante, che tra dicembre e gennaio non ha praticamente mai consentito approfondimenti bearish di rilievo, fornendo anzi un bel trampolino di lancio per le velleità dei Tori. Secondo quanto affermato da Robert Tipp, gestore delegato della strategia obbligazionaria globale ex euro diUbi Pramerica, la svalutazione dell’euro – iniziata a maggio 2014 – è ormai da considerarsi al capolinea. Il money manager ritiene che la politica monetaria dellaFED sarà meno restrittiva del previsto, fornendo così meno spunti rialzisti sul biglietto verde.

Il gestore crede che l’istituto monetario di Washington non alzerà i tassi di interesse negli Usa a marzo. Le attese sono per un unico incremento del costo del denaro nella seconda parte dell’anno, mentre potrebbero esserci addirittura 2-3 ritocchi complessivi se l’economia a stelle e strisce mostrerà una notevole forza e il sentiment sui mercati finanziari continuerà a migliorare.