Forex, euro in risalita

di Paolo Valori Commenta

La divisa europea sta provando a rimbalzare dai minimi di periodo, malgrado le forti attese di avvio del piano di quantitative easing della Banca centrale europea già entro il primo trimestre del 2015.

Nella mattinata di oggi sono stati pubblicati alcuni dati macroeconomici relativi all’Area dell’Euro. Il più importante riguarda senza ombra di dubbio quello inerente all’andamento dell’attività industriale, tenendo in considerazione che l’Eurozona si trova attualmente in una fase di stagnazione economica abbastanza pericolosa.

Ci si trova in questa situazione economico-finanziaria anche per via delle forti pressioni deflazionistiche. Sul mercato del Forex, tuttavia, l’euro sta attraversando un discreto momento. Come? Provando a rimbalzare dai minimi di periodo, malgrado le forti attese di avvio del piano di quantitative easing della Banca centrale europea già entro il primo trimestre del 2015.

L’indice della produzione industriale nell’area euro è progredita a ottobre 2014 dello 0,7% su base tendenziale dallo 0,2% del mese precedente (dato rivisto ampiamente al ribasso dallo 0,6% dell’ultima rilevazione). Il risultato è abbastanza coerente con le aspettative degli analisti finanziari. Su base mensile la produzione industriale nell’Eurozona è migliorata dello 0,1% dallo 0,5% del mese precedente (dato rivisto dallo 0,6%). Gli economisti avevano prospettato una crescita su base congiunturale pari allo 0,2%. Sostengono, pertanto, gli esperti:

Il tasso di cambio euro/dollaro è salito in area 1,2450, dopo che ieri era riuscito a sfiorare quota 1,25. La quotazione appare in netta ripresa, anche per via delle prese di beneficio generalizzate sul dollaro americano. Qualche giorno fa il cambio era sceso fin sotto 1,2250, toccando il minimo più basso da agosto 2012. Secondo gli esperti la BCE non potrà fare a meno del piano di QE per rilanciare l’economia e risollevare l’inflazione, per cui il cambio euro/dollaro è destinato a deprezzarsi nel medio periodo con target inferiori a 1,20. Possibile un deprezzamento tra il 5% e il 10% entro fine 2015.