Valute gli investitori preferiscono i dollari

di Paolo Valori Commenta

bernankeI mercati hanno assimilato la notizia dell’avvio del tapering, già previsto da parte di alcuni analisti, peraltro,  spostando il loro interesse sul biglietto verde. Infatti il dollaro statunitense è salito nella giornata odierna dopo le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve.

Per i mercati azionari, la chiave di volta sarà l’economia americana

L’analisi odierna sui mercati forex indicata da Vincenzo Longo  market strategist di IG ” L’apprezzamento del biglietto verde potrebbe guadagnare velocità nei prossimi mesi soprattutto verso l’euro, che dovrebbe iniziare a risentire delle manovre espansive che la Bce si appresta a spiegare. Dal punto di vista grafico, il cross Eur/Usd, dopo il test di ieri ai massimi mensili a 1,3812, ha intrapreso una discesa che l’ha condotto nella notte a 1,3650, minimo del 6 dicembre. La rottura di questo livello aprirebbe a un allungo della discesa verso 1,3620-1,3615 (minimi e massimi tra fine novembre e inizio dicembre) e poi a 1,3550 (50% di Fibonacci nel rally partito il 7 novembre). Il cedimento di questo supporto rilancerebbe le prospettive ribassiste di medio periodo con il primo target collocato a 1,34 e poi a 1,33, bottom di novembre. La resistenza più vicina passa per 1,3725 dove si incrociano ora la media mobile a 50 ore con quella a 200 ore. Solo un superamento di tale riferimento grafico potrebbe rilanciare le prospettive rialziste di breve termine.

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Forte deprezzamento della lira turca verso euro e dollaro dopo lo scandalo che ha coinvolto i familiari di alcuni ministri del governo e personalità della finanza, arrestati per corruzione. Gli investitori ora temono che l’instabilità politica del governo di Erdogan potrebbe portare a nuove elezioni  politiche e intaccare l’afflusso di investimenti esteri diretti verso il Paese. La lira turca ha perso terreno principalmente verso euro, con il cross Eur/Try che ha toccato i nuovi massimi storici a 2,8420. Il target più vicino rimane a 2,85 e poi a 2,90. Quest’ultimo caso rimane si potrebbe realizzare soprattutto se l’ipotesi di un ritorno alle urne anticipato dovesse concretizzarsi. Il supporto passa per 2,76, minimi del 6 dicembre e massimi degli ultimi 3 mesi. Solo un cedimento di questo supporto potrebbe portare in essere le prospettive ribassiste di breve con primo target a 2,70.