Dollaro ed euro, rapporto volatile

di Valentina Cervelli Commenta

E’ un rapporto volatile quello che contraddistingue dollaro ed euro in questo momento e questo nonostante la crescita, oltre le stime dell’ADP,  dell’occupazione nel settore non-agricolo statunitense nel mese di gennaio.

E’ stato il tanto atteso report del Dipartimento per il Lavoro degli Stati Uniti a rendere noto come i Non-Farm Payrolls siano cresciuti in modo netto rispetto al mese precedente: si parla di +227.000 mila unità quando le stime degli analisti si erano fermate ad una media di circa 180.000 nuovi impieghi. Il dato relativo al settore manifatturiero è ha un po’ deluso: seppur in aumento di 5.000 unità risulta essere più basso di quello di 11.000 registrato a dicembre.

Questi dati hanno dato il via ad una forte volatilità sul mercato dei cambi, in particolare, come già accennato, per ciò che riguarda la coppia EUR/USD portandola a chiudere la settimana appena trascorsa in positivo con un +0,22% a 1,0783. A favore quindi dell’Euro. Va detto poi in aggiunta che Donald Trump ha su questa coppia di valute, più potere di quanto effettivamente pensi lui stesso. Con le politiche economiche deboli, praticamente inesistenti al momento, del neo-presidente, il dollaro risente e non poco della mancanza delle certezze data dagli investitori.

E questo sta portando ad una lenta ma costante risalita di questa coppia di valute verso la loro media mobile a 200 periodi. Ed è noto che se si vuole mantenere questo movimento rialzista sarà importante non scendere sotto le due medie mobili minori, EMA 25 ed EMA 50 ovvero 1,0665-1,0675. Sarà importante vedere come il mercato valutario riaprirà domani.