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Economia Germania prime difficoltà

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Prime difficoltà per l’economia tedesca, con la Germania che corre il serio pericolo di vedere incrinata la propria florida immagine di locomotiva della produttività continentale. Sono infatti recentissime le pubblicazioni di dati macroeconomici molto negativi per Berlino: un segnale di quanto stiano iniziando a pesare le prospettive di austerity rilanciate dalla cancelliera Angela Merkel, o un semplice e patologico riflesso di quanto sta accadendo – in misura ben più incisiva – al di fuori dei confini nazionali.

Al di là di tali considerazioni, si osservino i numeri. L’economia tedesca ha chiuso il 2012 sotto le aspettative, e ha avviato un 2013 probabilmente più difficile dell’anno appena concluso. Per quanto ad esempio concerne le esportazioni, l’Ufficio Federale ha appena dichiarato che nel corso del mese di novembre le esportazioni tedesche avrebbero registrato un calo mensile del 3,4 per cento, rimanendo invariate su base annua.

Le importazioni sono invece scese del 3,7 per cento a novembre, dopo aver ottenuto un +2,9 per cento a ottobre. L’avanzo commerciale si è pertanto ampliato a 17 miliardi di euro a novembre rispetto ai 15,7 miliardi di euro del mese prima. Male anche il dato relativo agli ordinativi del settore manifatturiero, che nel corso del mese di novembre sono diminuiti, in termini destagionalizzati, dell’1,8 per cento a livello mensile, contro una flessione dell’1 per cento a base annua.

Dati pessimistici, si dirà, ma pur sempre migliori dei preoccupanti dati italiani, dove la disoccupazione giovanile ha registrato una nuova crescita, attestandosi al 37,1 per cento, in aumento dello 0,7 per cento su ottobre. Si tratta – a ben vedere – del livello più alto da quando sono cominciate le serie storiche dell’Istat nel 1992. Complessivamente, la disoccupazione è invece rimasta stabile all’11,1 per  cento. A livello di Eurozona la disoccupazione (vedi anche previsioni disoccupazione Eurozona 2013) ha invece raggiunto l’11,8 per cento, contro l’11,7 per cento di ottobre, pari a 18,8 milioni di persone.