Euro a 1,12 dollari a settembre? Sì secondo BofA

di Valentina Cervelli Commenta

L’euro potrebbe stabilizzarsi sugli 1,12 a settembre. A darlo come previsione certa è il BofA Merrill Lynch, rivendendo al ribasso tutte le previsioni che volevano il conio europeo più forte della moneta verde nel corso dell’anno.

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E se si pensa che la precedente stima si piazzava sull’1,7 è necessario sottolineare come in qualche modo l’assett generale sia cambiato e la paura della BCE del supereuro possa essere definita superata.  Per fine 2018 il BofA stima un cross a 1,14 rispetto al precedente 1,20 stimato, ed i dazi hanno più colpa di quello che si possa credere senza, ad ogni modo, intaccare il quadro macroeconomico. Spiegano infatti gli analisti:

Le preoccupazioni sulla guerra dei dazi tendono a oscurare il relativamente solido outlook della situazione macro degli Usa dopo la riforma fiscale approvata alla fine dello scorso anno, di conseguenza abbiamo rivisto al rialzo le nostre previsioni per il dollaro e ci aspettiamo che l’euro si indebolisca di più. […] Crediamo che un’economia Usa più forte dovrebbe far sì che la Fed continui nella sua manovra restrittiva, con due ulteriori rialzi dei tassi attesi quest’anno e altri tre il prossimo anno, il che potrebbe essere di supporto per il dollaro. Di conseguenza abbiamo aggiornato le stime per l’euro-dollaro. L’incertezza dovuta alle tensioni commerciali è più negativa per l’economia della zona euro che per quella Usa, mentre quest’ultima beneficia di massicci stimoli fiscali. Inoltre la Bce ha appena detto che non toccherà i tassi per almeno un anno, il che più che compensa le conseguenze della fine del Qe a dicembre.

L’Europa causa del suo “male”? Forse. O forse no, dipende dai punti di vista in effetti: un rialzo troppo forte dell’euro avrebbe potuto portare alle economie dell’Eurozona più danni che benefici.