Dollaro australiano: quanto durerà il rally?

di Roberto Commenta

Le commodity currency  hanno beneficiato della recente ondata di risk on registrata nelle ultime tre sessioni della scorsa settimana, determinandone il recupero rispetto al dollaro.

Il dollaro australiano (Aussie) sta registrando un costante andamento al rialzo, iniziato prima che i funzionari della zona euro come Nowotny, Draghi, e Merkel rilasciassero commenti ottimistici facendo impennare le valute ad alto rendimento. AUD / USD è ora abbondantemente sopra la soglia di  1,0500, mentre EUR / AUD è scambiato a nuovi minimi storici.

Cosa sta spingendo gli operatori del mercato a comprare Aussie? Ecco tre possibili spiegazioni.1. Le prospettive di crescita dell’Australia
L’economia australiana è oggi una delle stelle più luminose nel panorama globale, grazie al boom nel settore minerario e alla forte domanda di materie prime in Asia. L’Australia ha registrato uno dei più rapidi aumenti di PIL nei paesi sviluppati nel corso del primo trimestre di quest’anno!

E non va ovviamente tralasciato il rating AAA del paese. Mentre la tripla A delle economie della zona euro è minacciata dalla crisi del debito, (la stessa Germania sta tremando dopo il downgrade dell’outlook da parte di moody’s),  i titoli di Stato australiani rappresentano un buon affare per gli operatori che vogliono un portafoglio diversificato.

2. La Cina è tornata in Australia!
La Cina ha compiuto sforzi di stimolo per alimentare la crescita economica del paese. Secondo recenti studi i governi locali hanno annunciato progetti di investimento pari a 130 miliardi di dollari per contrastare il rallentamento economico. In che modo questo può avere conseguenze sull’economia dell’Australia?

La Cina è il maggior partner commerciale del paese. E così, una maggiore crescita economica per la Cina rappresenta automanticamente  una buona notizia per l’Australia, in quanto si traduce in una maggiore e più forte domanda cinese di prodotti australiani.

3. Le banche centrali diversificano in asset denominati AUD.
Avete letto bene! Le autorità monetarie stanno comprando asset australiani. L’ FMI ha già classificato il dollaro australiano come la terza valuta estera di riserva più diffusa! Il Wall Street Journal ha stimato che circa 60 banche centrali stanno diversificando in Aussie e per 30 di queste si tratta di una scelta da poco adottata e appena avviata. Tra queste vi è la BNS.

I banchieri centrali svizzeri  hanno riferito di aver iniziato a comprare i comdoll nove mesi fa, quando il dollaro ha cominciato ad essere scambiato a livelli più bassi. Anche la Banca centrale tedesca ha deciso di acquistare titoli di stato australiani, da aggiungere, secondo quanto sostengono alcuni addetti ai lavori, alle riserve in valuta estera prima della fine di settembre.

Nonostante questa corsa all’AUD rappresenti evidentemente un notevole beneficio per l’Australia, vi sono conseguenze da non sottovalutare. La RBA potrebbe infatti trovarsi negli stessi panni della BOJ o della BNS, qualora la forza del dollaro australiano iniziasse a pesare sulle esportazioni e sull’economia in generale. E quest potrebbe verificarsi in tempi relativamente brevi!

Quindi, se le dichiarazioni della BCE o il dato NFP degli Stati Uniti, riusciranno ad impressionare gli investitori e a dare loro una ragione in più per cercare l’Aussie, in virtù del suo crescente fascino quale rifugio sicuro, non sorprenderà sentir parlare di azioni da parte della RBA per arginare la forza del dollaro australiano, nel tentativo di deprezzarlo. Quanto durerà il rally dell’Aussie?