Euro in leggero calo: dollaro forte ma non per molto

di Valentina Cervelli Commenta

L’euro è in leggero calo rispetto a quelle che sono state le performance super archiviate nelle settimane e nei mesi scorsi. Il dollaro al momento sembra essere più forte, ma questo andamento potrebbe non durare moltissimo se le promesse non verranno mantenute.

La settimana appena trascorsa è progredita all’insegna della debolezza, sia per ciò che riguarda i titoli azionari, sia per il mercato valutario. In buona parte tutto ciò è da attribuire ai buoni dati relativi all’indice Ism servizi, nonostante siano stati seguiti dal fatto che Donald Trump ha scelto come successore di Janet Yellen alla Fed Jerome Powell. Non vi sono stati shock di sorta: la maggior parte degli investitori aveva già dato come possibile una simile eventualità e di conseguenza la valuta non e ha risentito, fattore riscontrabile anche nei valori di Wall Street: il Dow Jones sale dello 0,09% a 23.538,07 punti, il Nasdaq avanza dello 0,74% a 6.764,43 punti mentre lo S&P 500 incrementa dello 0,31% a 2.587,85 punti. Commentando la situazione, lo Chief Economist di Schroders ha sottolineato:

I dati odierni (venerdì, N.d.R.) mettono la Federal Reserve sulla strada verso un nuovo rialzo dei tassi a dicembre. Probabilmente nel 2018, con il nuovo presidente Jerome Powell, la Fed alzerà i tassi altre due volte.

L‘euro, come già anticipato è in leggera deflessione, accompagnato da un ulteriore calo dello spread: il differenziale Btp/Bund termina a quota 142 punti, con il rendimenti del decennale italiano all’1,79%. Al momento tanti piccoli fattori pesano sull’euro, ma non bisogna adagiarsi sulla situazione: l’attuale condizione politica europea impone una maggiore attenzione.