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BoJ aumenta frequenza acquisti bond

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La Bank of Japan ha annunciato che aumenterà la frequenza mensile di acquisti di bond a 8 volte dalleprecedenti 6 volte. Nessuna novità, invece, per il piano di stimolo monetario che prevede l’acquisto di bond per 750.000 miliardi di yen al mese (pari a circa 77 miliardi di dollari). La BoJ ha sottolineato più volte, soprattutto da quando si è insediato il neo-governatore Haruiko Kuroda, che intende raggiungere a tutti i costi l’obiettivo di inflazione al 2% e uscire una volta per tutte dalla morsa della deflazione.

La politica monetaria ultra-accomodante giapponese sta però provocando una pesante svalutazione dello yen e distorsioni nei flussi di capitali a livello globale. Così è probabile che la manovra monetaria della BoJ finisca nel mirino del G-20, in programma oggi e domani a Washington. I ministri finanziari e i governatori delle banche centrali discuteranno anche di quella che ormai viene etichettata come guerra delle valute. Al G-20 verrà confermato l’impegno dei paesi a non perseguire politiche di svalutazioni competitive per ottenere vantaggi commerciali.

In linea con quanto già avvenuto durante l’ultimo G-20 di febbraio a Mosca, non verrà fatta menzione particolare al Giappone in modo tale da evitare che possa esserci un aumento delle tensioni tra i vari paesi. Fmi applaude manovra monetaria della BoJ e ha già invitato le altre banche centrali a seguire l’esempio giapponese. Tuttavia, la politica monetaria nipponica potrebbe innervosire gli altri paesi, che rischiano di avere grossi problemi legati all’export a causa del forte deprezzamento dello yen. La valuta giapponese è in forte calo già da novembre scorso, ma aveva toccato un top la scorsa estate quando veniva acquistata a mani basse durante la fase più acuta della crisi dell’euro.

Da quando si è insediato il nuovo premier Shinzo Abe è partita una svalutazione davvero eclatante. Lo yen rischia crollo senza freni secondo Soros. Da metà novembre ad oggi, il cambio euro/yen ha guadagnato più del 30% passando da quota 100 a 131,10 proprio qualche giorno fa (nuovo massimo da oltre tre anni). Nello stesso periodo di tempo il tasso di cambio dollaro/yen è salito del 25%, passando da 79,20 a 99,94. Ormai i trader hanno quota 100 nel mirino, ma secondo Credit Suisse il cambio salirà a 120 nel giro di 12 mesi.