Cir vicino al lancio: meno tasse a chi compra titoli di Stato

di Valentina Cervelli Commenta

Era una idea che era stata lanciata qualche tempo fa, quando si iniziavano a pianificare possibili progetti di recupero della nostra economia. Ora i Cir, conti individuali di risparmio, potrebbero divenire presto realtà.

Il punto è uno solo: lo spread è salito e gli investitori stranieri potrebbero avere timore nell’acquistare i titoli di Stato italiani. A meno che il Governo non decida di cambiare qualcosa in merito alla sua manovra, sistemando il problema del differenziale e di conseguenza iniettare fiducia in coloro che ne necessitano per investire, è necessario trovare una soluzione. Il vicepremier Matteo Salvini parlava di “italiani pronti ad aiutare il governo” in caso di difficoltà: ecco la risposta. Sono i Cir lo strumento che “aiuterà” lo Stato.

Ovviamente per spingere all’acquisto dei titoli, si sarebbe già pensato a vantaggi fiscali di un certo peso per quegli italiani che dovessero decidere di comprare, aiutando così la discesa dello spread e rimpinguando le casse dello stato. I Cir dovrebbero far parte del Decreto Legge collegato alla prossima legge di Bilancio. L’ipotesi che al momento è ritenuta più probabile dagli analisti, ma che ancora non è stata ufficializzata, sarebbe come già citato, quella di alleggerire la pressione fiscale per i compratori privati italiani. Nello specifico si parlerebbe di detassare completamente gli acquisti privati di BTP e di garantire un credito di imposta al 3,5% rispetto all’attuale tassazione al 12,5%. Infine, per ogni acquisto di Cir si potrà beneficiare di una detrazione ai fini Irpef del 23%, fino ad un massimo però di 3.000 euro di investimento pro capite. Funzionerà?